Sei qui:  / Articoli / Migrazioni / “La verità va gridata dai tetti”. Lettera aperta sui respingimenti in Libia ai parlamentari italiani ed europei

“La verità va gridata dai tetti”. Lettera aperta sui respingimenti in Libia ai parlamentari italiani ed europei

 

Uno stesso filo lega le morti in mare dell’11 ottobre 2013 e quelle del novembre 2017: una politica di respingimento affidata all’Italia. Chiediamo ai nostri rappresentanti di audire i testimoni di quelle stragi e di mettere fine alla scelta disumana dei respingimenti in Libia

Gentili Membri del Parlamento europeo e della Commissione Libertà civili, giustizia e affari interni,

siamo associazioni, Ong, attivisti della società civile italiana ed europea che si rivolgono a voi in quanto rappresentanti della sola istituzione democratica dell’UE – il Parlamento – deputato a rappresentare i cittadini.

Gentili Onorevoli del Parlamento italiano,

siamo associazioni, Ong, singoli attivisti della società civile italiana ed europea che si rivolgono a voi perché assumiate la responsabilità che vi compete su decisioni gravide di conseguenze per il diritto internazionale e la democrazia, assunte a livello governativo in assenza di confronto e votazione nella sola sede istituzionale che rappresenta i cittadini.

CHIEDIAMO che l’attivista italiano testimone del comportamento criminale tenuto lo scorso 6 novembre dalla guardia costiera libica – finanziata con fondi UE gestiti dall’Italia e addestrata da personale dell’UE – sia audito con urgenza dal Parlamento italiano e dal Parlamento europeo riunito in sessione plenaria, o dalla sua competente Commissione Libertà civili, giustizia e affari interni.

Cinque profughi sono annegati, tra questi un bambino di quattro anni, e almeno altri trentacinque risultano dispersi. Il materiale video pubblicato dalla Ong tedesca Sea-Watch [I] mostra con chiarezza che la Guardia costiera libica, lungi dall’aver condotto un’operazione di search and rescue, ha agito in modo aggressivo e scoordinato per riportare i profughi in Libia, impedendo alla Ong e alle unità italiane e francesi presenti sulla scena del naufragio di procedere nelle operazioni di soccorso, già coordinate dal MRCC di Roma.

L’attivista Gennaro Giudetti ha affermato che la motovedetta libica «ha agganciato il gommone dei migranti, in quel momento bucato e quindi con decine di persone in mare, alcuni con il salvagente, molti altri senza nulla. […] Abbiamo dovuto farci largo tra persone che erano già annegate, per riuscire a raggiungere quelli che invece erano ancora in vita, per recuperarli. La situazione era abominevole: abbiamo tirato a bordo i superstiti con le braccia».[ii]

I quarantasette migranti recuperati in mare dall’equipaggio libico sono stati ammassati sul ponte e frustati per impedir loro di tuffarsi in mare e raggiungere i familiari a bordo dei gommoni della Sea-Watch3, che aveva intanto salvato cinquantanove persone. La motovedetta si è poi allontanata a tutta velocità, incurante del fatto che un naufrago fosse aggrappato a una cima sporgente da una paratia. La guardia costiera libica non si è fermata al disperato e ripetuto avvertimento dell’elicottero della Marina militare italiana, distintamente udibile sulle frequenze radio registrate dalla Sea-Watch 3.[iii]

Segue l’elenco dei promotori e dei primi firmatari. Per chi vuole condividere e fare propria tale richiesta è possibile firmare sulla piattaforma Change.org

Osservatorio Carta di Milano “La solidarietà non è reato”, Associazione Diritti e Frontiere (ADIF), Associazione per i Diritti Umani, Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione (ASGI), ARCI, Associazione Antigone, Associazione Costituzione Beni Comuni, Associazione Un ponte per…, Campagna LasciateCIEntrare, COSPE Onlus, Ex Opg Je so’ pazzo, Fondazione Casa della carità di Milano, Lunaria, Terre des Hommes Italia, ActionAid, Scuola di pace di Napoli, Hayat Onlus, Maurizio Acerbo (segretario nazionale PRC), Alessandra Ballerini (avvocato), Tiziana Barillà (giornalista), Diego Bianchi (conduttore televisivo, attore e regista), Daniele Biella (giornalista e scrittore), Stefano Bleggi (Progetto Melting Pot Europa), Tony Bunyan (Statewatch), Annalisa Camilli (giornalista), Eleonora Camilli (giornalista), Angela Caponnetto (giornalista) Valerio Cataldi (giornalista), Francesca Chiavacci (presidente nazionale ARCI), Don Luigi Ciotti (fondatore Associazione Gruppo Abele, presidente Associazione Libera), Stefano Corradino (giornalista, direttore Articolo21), Nicole Corritore (giornalista, OBC Transeuropa), Raffaele Crocco (direttore Atlante delle guerre e dei conflitti del mondo), Paolo Cuttitta (Vrije Universiteit Amsterdam), Erri De Luca (scrittore), Don Vitaliano Della Sala (parroco a Mercogliano, Avellino), Giuseppe De Marzo (responsabile nazionale Libera per le Politiche sociali), Anna Falcone (avvocato), Ciro Ferrara (calciatore), Francesco Floris (giornalista), Francesca Fornario (giornalista e scrittrice), Stefano Galieni (responsabile migrazione PRC), Riccardo Gatti (capomissione Proactiva Open Arms), Beppe Giulietti (giornalista), Patrizio Gonnella (presidente Antigone e Cild), Maurizio Gressi (portavoce del Comitato per la promozione e protezione dei diritti umani), Ben Hayes (Transnational institute), Charles Heller (Research Fellow al Centre for Research Architecture, Goldsmiths, University of London, Forensic Oceanography e WatchTheMed), Yasha Maccanico (ricercatore e giornalista, Statewatch, University of Bristol), Anna Maffei (pastora della Chiesa Battista di Milano), Francesca Mannocchi (giornalista), Lorenzo Marsili (direttore European Alternatives, coordinatore DiEM25), Maruego (rapper), Susi Meret (Associate Professor, Institute of Culture and Global Studies, Aalborg University, Denmark), Filippo Miraglia (presidente ARCS e vice presidente ARCI), Emilio Molinari (Comitato italiano per un Contratto mondiale sull’acqua), Tomaso Montanari (presidente Libertà e Giustizia), Grazia Naletto (presidente Lunaria), Moni Ovadia (attore, regista e scrittore), Salvatore Palidda (professore Università di Genova), Simon Parker (docente di Scienze Politiche, Università di York), Stefano Pasta (giornalista, Sant’Egidio), Steve Peers (Professor in the School of Law at the University of Essex), Riccardo Petrella (economista politico), Lorenzo Pezzani (ricercatore Centre for Research Architecture, Goldsmiths, University of London, Francesco Piccinini (direttore Fanpage.it), Martina Pignatti Morano (presidente Un ponte per…), Paola Pietrandrea (coordinatrice DiEM25), Nancy Porsia (giornalista), Sara Prestianni (responsabile migrazione Sinistra Italiana), Annamaria Rivera (antropologa, attivista e studiosa antirazzista), Fabio Sanfilippo (giornalista), Roberto Saviano (scrittore), Nello Scavo (giornalista), Ilaria Sesana (giornalista), Barbara Spinelli (avvocato, Giuristi Democratici), Silvia Stilli (portavoce AOI – Associazione delle Organizzazioni Italiane di cooperazione e solidarietà internazionale), Fulvio Vassallo Paleologo (avvocato, presidente ADIF), Guido Viale (sociologo), Giacomo Zandonini (giornalista), Padre Alex Zanotelli (missionario comboniano), Padre Mussie Zerai (presidente Agenzia Habeshia).

TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati con (*).

*