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Juncker, ottimista, al Parlamento Ue. “Il vento è tornato nelle vele. Costruiamo un’Europa più forte e democratica”

 

Migranti, solo parole. Sindacati europei: “Discorso poco sociale”. Tissone (Silp Cgil): Cia Europea? Inapplicabile, inutile

Di Alessandro Cardulli

Diciamo la verità, non ce la facciamo proprio a far parte del coro pieno di elogi con cui le forze politiche, in particolare Popolari europei e Partito socialista e democratico europeo, hanno accolto il discorso del presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker sullo stato dell’Unione al Parlamento europeo riunito in pompa magna a Strasburgo. Un discorso nel segno dell’ottimismo, quando l’ottimismo non ha alcuna motivazione. Basta vedere la divisione che si è creata sui problemi dei migranti con diversi Paesi, non solo quelli dei quattro di Visegrad,  Polonia, Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca, che rifiutano di accogliere chi fugge da guerre, miseria, devastazioni, ma anche quei paesi che costruiscono barriere, innalzano fili spinati. Non c’è da essere molto ottimisti. Certo fa piacere  che Juncker abbia ringraziato l’Italia, per il ruolo svolto, i salvataggi in mare. “Abbiamo lavorato in armonia con Gentiloni e il suo governo – ha detto – vi ringraziamo perché avete salvato l’onore dell’Europa”. Bene. Gentiloni ha ringraziato ma l’Europa non  può accettare che oggi siano gli scafisti a gestire i campi di concentramento, che migliaia di persone, donne e bambini in primo luogo, vivano in condizioni inaccettabili. Certo Juncker ha annunciato l’impegno ad intervenire. Ma si tratta di un impegno generico, si è parlato di “migrazione legale” ma sono parole. Anche su chi ha “diritto” ad emigrare non è stata fatta chiarezza. Anzi, pare si parli solo di rifugiati politici. Il presidente della Commissione europea ha parlato di “condizioni favorevoli” che permettono di sfruttare il momento. “L’economia – ha detto – riprende in ogni Paese e si estende. Sono stati creati 8 milioni di nuovi posti di lavoro e 230 milioni di europei lavorano, più di quanti fossero prima della crisi”. “Ora è il momento di costruire una Unione europea più i forte e democratica”.

Non ci devono essere morti evitabili. Accesso ai vaccini senza condizione alcuna

Un riferimento all’Italia è stato fatto dal presidente Juncker, ma questa volta non è stato molto elogiativo. Riguarda i vaccini. “Non è ammissibile – ha detto – che  dei bambini muoiano per malattie che dovrebbero esser scomparse. In Romania e in Italia devono avere accesso ai vaccini senza condizione alcuna. Non ci devono essere morti evitabili nella nostra Europa”.

Per quanto riguarda il tanto discusso ingresso della Turchia nell’Unione, il  presidente ha tenuto a precisare: “Durante questo mandato non ci sarà nessun nuovo ingresso, quindi neanche la Turchia entrerà nel breve periodo”. “Si è allontanata dall’Unione europea. I giornalisti devono far parte di un dibattito anche caldo e animato, non devono finire in prigione. Faccio appello oggi ai poteri turchi, lasciate andare i giornalisti, non soltanto nostri, smettete di chiamare i nostri leader fascisti o nazisti”. Juncker ha fatto riferimento al processo in corso in questi giorni ad Ankara, ai giornalisti del quotidiano turco Cumhuriyet, accusati di terrorismo.

L’uscita della Gran Bretagna dalla Ue momento triste e tragico

Sull’uscita della Gran Bretagna ha parlato di un momento triste e tragico. “Lo rimpiangeremo sempre e voi lo rimpiangerete presto”, ha detto rivolgendosi a un gruppo di deputati britannici che avevano cominciato a far rumore.

Juncker parla per slogan “Il vento è tornato nelle vele europee. Costruiamo Ue più forte e democratica” è il ritornello che più gli piace. Ma come? Dice che l’Europa “non è votata all’immobilismo e deve rifiutarlo”. Citati Helmut Kohl e Jacques Delors: “Mi hanno insegnato che l’Europa avanza solo quando si dimostra audace. Prima di diventare realtà, il mercato unico, lo spazio Schengen e la moneta unica, erano considerati come semplici concetti utopici. Eppure questi tre progetti ambiziosi sono la realtà di oggi”. “Ora che le cose vanno meglio – ha proseguito – non bisogna peccare di eccesso di prudenza. Non basta aggiustare il tetto, dobbiamo cominciare a concludere il lavoro ora, mentre il tempo è buono, perché quando le prossime nuvole si formeranno all’orizzonte, e si formeranno, sarà troppo tardi. Allora – ha concluso – lasciamo gli ormeggi, mettiamo le vele e approfittiamo dei venti a favore”.

Rilancia il ministro europeo dell’Economia e Finanza. Si pensa a Schaueble

Ed ha annunciato quali, per lui, sono le vele. Si tratta di un assetto dell’Unione di cui si parla da molti anni: un ministro europeo dell’Economia e della Finanza che  sia anche Commissario agli affari  economici e presidente dell’Eurogruppo e la fusione fra la presidenza della Commissione europea e del Consiglio europeo. Piace alla Merkel che pensa così a scaricare Schaueble che non sopporta più. Poi ha annunciato una proposta  innovativa che però circolava negli ambienti di Bruxelles. Si tratta di dar vita a una Cia europea. “L’Unione europea – ha detto – deve essere più forte nella lotta contro il terrorismo. Negli ultimi tre anni abbiamo fatto progressi reali, ma ci mancano ancora i mezzi per agire rapidamente in caso di minacce terroristiche transfrontaliere. Ecco perché chiedo un’unità europea di intelligence che assicuri che i dati sui terroristi e i combattenti stranieri siano automaticamente condivisi tra i servizi di intelligence e con la polizia”.

Per vincere la battaglia contro il terrorismo non basta sfogliare il libro dei sogni

Su questa proposta è arrivata subito la risposta dall’Italia con l’intervento di Daniele Tissone, segretario generale del Silp Cgil, il sindacato dei lavoratori della polizia: “Per contrastare e vincere realmente la battaglia contro il terrorismo non è sufficiente sfogliare il libro dei sogni. L’idea di costituire una sorta di ‘Cia europea’ è una affascinante suggestione, ma è irrealizzabile, inapplicabile e inutile”. “L’unica strada che possiamo realmente perseguire – dice Tissone – è quella di rafforzare i servizi di intelligence europei migliorando il sistema di scambio di informazioni, oggi carente. Il modello vincente, per una volta, è quello italiano del Casa, il Comitato di Analisi strategica antiterrorismo del Viminale che assicura, nel nostro Paese, la compiutezza del circuito informativo e la valutazione cogente della minaccia terroristica”.

“Il sistema di sicurezza e di intelligence italiano – conclude il segretario del Silp Cgil – pur migliorabile e perfettibile, è davvero un modello da riprendere per tutto il Vecchio Continente. Dobbiamo finalmente consentire ai servizi di intelligence europei e non solo di collaborare fattivamente senza ipocrisia e senza gelosie, scambiandosi quelle informazioni utili a prevenire soprattutto le azioni terroristiche e lavorando con maggiore sinergia con le forze dell’ordine dei vari  paesi”.

Rimanendo nel campo sindacale molto critica la valutazione data dalla Confederazione dei sindacati europei  con una dichiarazione rilasciata dal segretario generale dell’Etuc, Luca Visentini. Ha parlato di un “discorso poco sociale, troppo leggero – ha detto – sulle proposte per la giustizia sociale” e “ci sono stati pochi riferimenti al Pilastro dei diritti  anche se Juncker ha invitato alla sua adozione al più tardi entro il vertice di Gothenburg” di novembre. Non ha però precisato come concretizzarlo in seguito, un aspetto invece “cruciale” per i sindacati. Serve “un approccio più forte” anche sulla questione dei lavoratori distaccati, mentre “è interessante” la proposta di un’Autorità europea del Lavoro a cui Visentini chiede la partecipazione dei Sindacati. C’è poi il “sostegno” dell’Etuc alle proposte per la riforma dell’eurozona, purché il futuro Fondo monetario europeo sia Ue e non intergovernativo. Sul fronte migranti, invece, anche se vengono “apprezzati gli sforzi” in “circostanze difficili”, i Sindacati europei, ricorda Visentini, “non sono d’accordo” sull’intesa con la Turchia e al contrario ritengono che “la risposta degli stati membri sia vergognosa”, con  qualche eccezione.

Chiti: gestire l’immigrazione tenendo insieme legalità e umanità

Fra gli interventi che hanno accompagnato il discorso di Juncker quello di Vannino Chiti presidente della Commissione Politiche Ue del Senato, il quale afferma che “da un anno fa l’aria è cambiata. In Europa ci sono un moderato entusiasmo e la voglia di costruire. Dobbiamo completare il percorso di integrazione istituzionale, economica e sociale dell’Unione. Dobbiamo realizzare un sistema democratico moderno, solidale, plurale; un nuovo modello di sviluppo economicamente e socialmente sostenibile; gestire l’immigrazione tenendo insieme la legalità con l’umanità. Sotto questo aspetto ho apprezzato un passaggio di Juncker in cui sottolinea come le condizioni che prevalgono nei centri di detenzione in Libia siano disumane e che l’Ue ha la responsabilità collettiva. Anche il nostro paese ha il dovere di contribuire a realizzare campi di accoglienza in Libia gestiti dall’Unione e dalla comunità internazionale, che rispettino i diritti umani e la dignità di ogni persona”. Dichiarazioni e interventi di numerosi parlamentari europei fra cui quelli di  Tajani, Partito popolare e di Pittella, Pse, interventi di circostanza. Cinque Stelle, Lega, Forza Italia, pollice verso. Populismo  facile, a buon mercato.

Da jobsnews

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