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Fondo per il pluralismo e canone Rai. Interrogazione parlamentare di Sinistra Italiana

 

Il Senatore Massimo Cervellini ha elaborato un’interrogazione parlamentare a risposta orale indirizzata al Presidente del Consiglio, MISE e MEF sulla base della documentazione che l’associazione RAI BENE COMUNE gli ha inviato. Il Senatore e il gruppo di Sinistra Italiana ritengono plausibili le osservazioni secondo le quali nell’istituzione del c.d. Fondo per il Pluralismo, interamente finanziato con risorse derivate da canone RAI, possano nascondersi degli aiuti di stato ad alcune TV private scelte con criteri sconosciuti per decreto governativo. Si fa notare ai destinatari dell’interrogazione che il canone RAI è imposta di scopo e deve essere interamente consegnato a RAI e non può essere utilizzato per altri scopi come evidenziato anche dal centro studi della VII commissione parlamentare e da numerose sentenze della Corte Costituzionale.

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

Al Presidente del Consiglio dei ministri
Al Ministro dello sviluppo economico
Al Ministro dell’economia e finanze

Premesso che

con la legge n. 198 del 26 ottobre 2016 è stato istituito il Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione nello stato di previsione del Ministero dell’Economia e delle Finanze;
in tale Fondo confluiscono tra gli altri, come previsto alla lettera c) del comma 2 dell’articolo 1: “una quota, fino ad un importo massimo dei 100 milioni di euro in ragione d’anno per il periodo 2016-2018, delle eventuali maggiori entrate versate a titolo di canone di abbonamento alla televisione, di cui all’articolo 1, comma 160, primo periodo, lettera b) della legge 28 dicembre 2015, n. 208, come sostituita dall’articolo 10, comma 1 della presente legge”;
che numerose sentenze della Corte Costituzionale e di Cassazione stabiliscono che il canone è imposta di scopo, in quanto finanziamento del servizio pubblico, frutto di un Contratto di Servizio e una Concessione Governativa, e di possesso;
che, come previsto dal comma 4 dell’articolo 1 della legge n. 198/2016, “il Fondo è annualmente ripartito tra la Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Ministero dello Sviluppo Economico, per gli interventi di rispettiva competenza, sulla base dei criteri stabiliti con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, adottato di concerto con i Ministri dello sviluppo economico e dell’economia e delle finanze.”;

considerato che

In sede di discussione la XIV Commissione permanente della Camera dei Deputati ha espresso parere favorevole a condizione che fosse esplicitato che la destinazione delle risorse del Fondo avvenga in conformità con la disciplina europea in materia di aiuti di stato di cui agli articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea (TFUE)
l’articolo 2, della legge n. 198/2016 prevede che “il Governo è delegato ad adottare, entro sei mesi dall’entrata in vigore della presente legge, uno più decreti legislativi aventi ad oggetto la ridefinizione della disciplina dei contributi diretti alle imprese editrici di quotidiani e periodici, la previsione di misure per il sostegno agli investimenti delle imprese editrici e dell’emittenza radiofonica e televisiva locale”, definendo quindi la platea dei beneficiari e i criteri di calcolo dei contributi;
che la concessione di finanziamenti ad alcune emittenti locali potrebbe incidere sulla libera concorrenza influenzando il mercato;

per sapere

come intendano tener presente la raccomandazione della Commissione per le politiche dell’Unione Europea, evitando la violazione degli articoli 107 e 108 del TFUE (aiuti di stato);
se, a tale scopo, non ritengano opportuno rivedere il finanziamento del Fondo per il pluralismo svincolandolo dalle risorse da canone, in maniera da garantire che l’intero gettito del canone Rai venga destinato all’azienda concessionaria con la finalità di svolgere correttamente i compiti di Servizio Pubblico.
Sen. Massimo Cervellini

ASSOCIAZIONE RAI BENE COMUNE -IndigneRAI-
www.indignerai.it

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