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Il Bataclan, simbolo di convivenza, contro i muri di Trump

 

Difficile e diverso commentare l’anniversario dell’attentato al Bataclan a poche ore dalla elezione di Donald Trump. Perché allora la reazione all’attentato fu di una comunità internazionale unita nel nome dei valori comuni: solidarietà, tolleranza, accoglienza. E oggi, al contrario, la comunità internazionale sembra più divisa che mai.
Per risolvere il problema dei migranti, Trump sbandiera il progetto di un grande muro al confine fra Stati Uniti e Messico. E quella promessa, che ben difficilmente sarà mantenuta concretamente, ha però un forte valore simbolico. Ognuno padrone a casa sua, potremmo tradurre all’italiana. Meno tolleranza e più identità. Il simbolo del Bataclan era il mix delle vittime: giovani di paesi, religioni, colori diversi.
Obiettivo degli attentatori era colpire questa voglia di mescolarsi, di conoscersi, di scoprirsi superando frontiere e stereotipi. Non ci erano riusciti. Ma oggi il segnale del voto a Trump (più muri, più identità) suona sinistro pensando alla Memoria delle vittime del Bataclan.

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