Renzi e l’Unesco. Allucinazioni e menzogne

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E’ allucinante, è davvero allucinante che il Presidente del Consiglio dei Ministri della nostra Repubblica critichi pesantemente una atto di un organismo internazionale quale l’Unesco sulla base di notizie evidentemente non  verificate. Renzi ha qualificato allucinante una Risoluzione approvata dal Comitato Esecutivo dell’Unesco perché negherebbe il legame dell’Ebraismo con la Città di Gerusalemme. Ma non è vero. Non è assolutamente vero. E’ vero anzi l’esatto contrario.

La risoluzione al punto tre  recita infatti testualmente:<Affermando l’importanza che Gerusalemme e le proprie mura detengono per le tre religioni monoteiste, anche affermando che in nessun modo la presente risoluzione, che intende salvaguardare il patrimonio culturale della Palestina e di Gerusalemme Est, influenzerà le risoluzioni prese in considerazione dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e le risoluzioni relative allo status legale di Palestina e Gerusalemme ….> etc.

Come mai questo capovolgimento dei fatti? E’ semplice. La risoluzione prosegue  condannando le inadempienze ed alcune azioni di Israele contrarie ai suoi obblighi di potenza occupante,  quali:  < il rifiuto di Israele di implementare le precedenti decisioni UNESCO in materia di Gerusalemme>;  il  non aver fatto <cessare i persistenti scavi e lavori in Gerusalemme Est ed in particolare all’interno ed intorno alla città vecchia …. in   conformità con i propri obblighi disposti da precedenti convenzioni e risoluzioni UNESCO>;< il danno causato dalle forze israeliane, specialmente a partire dall’Agosto 2015, alle porte e finestre della Moschea al-Qibli all’interno del complesso Al-Aqa/Al-aram AlSharif,>;<l’impedimento dell’esecuzione immediata di tutti i 18 progetti di ristrutturazione per Al-Aqa/Al-aram AlSharif;>. Israele, non essendo in grado di smentire le accuse e non intendendo porre riparo alle sue inadempienze  ad obblighi derivanti dal suo stato di potenza (anche se abusivamente) occupante, è ricorso al solito espediente di “buttarla in caciara”, come si dice a Roma, vestendo le solite vesti di vittima innocente.

L’Unesco non solo non ha fatto che il suo mestiere   cercando di <salvaguardare  un patrimonio culturale>, ma “ ha anche messo le mani vanti” sottolineando  di non volere interferire con le valutazioni del Consiglio di sicurezza dell’ONU in ordine allo “status” della Palestina e di Gerusalemme.

Nondimeno si è scatenato un putiferio: Netanyahu si è  indignato, ha fermamente protestato ed  ha ritirato il proprio ambasciatore all’Unesco;  in Italia, ma non solo nel nostro paese, gli si sono accodati i “soliti  noti” che  appoggiano incondizionatamente le posizioni del governo israeliano, anche quando si tratta di fatti che lo Statuto della Corte Penale Internazionale rubrica come “crimini di guerra”.  E si è sparsa la diceria che si voglia  negare i legami dell’Ebraismo con Gerusalemme.

Anche Renzi si è  accodato  lanciando  il suo anatema .<E’ allucinante!>. Ed essendo persona decisa e fulminea  telefona immediatamente  al ministro Gentiloni perché   dia  istruzioni    <ai nostri di smetterla con queste posizioni. Non si può continuare con queste mozioni finalizzate ad attaccare Israele>. Qualcuno gli avrà fatto presente che “i nostri” votano secondo istruzioni ricevute  ed allora puntualizza che l’astensione dell’Italia   ricalca una   “posizione tradizionale nel senso che tutti gli  anni va in automatico un voto di questo genere …    Penso si debba ridiscutere e riflettere: non è certo colpa dell’ambasciatore, ma di linea politica  e su questo è stato fatto un errore>. Detto fatto, come si è desunto dall’intervento dell’ubbidientissimo  ministro Gentiloni alla Camera dei Deputati nel pomeriggio di mercoledì scorso, in risposta ad una interrogazione di SEL, vengono date istruzioni   ai nostri diplomatici  di non astenersi più  in   evenienze del genere, ma di votare contro.

C’è da rimpiangere Craxi ed Andreotti, ricordando Sigonella!

Si è così  cambiata la   linea di politica estera nei confronti della spinosa questione del conflitto israeliano-palestinese senza che il Parlamento  lo avesse discusso. Lo si è semplicemente messo di fronte ad un fatto compiuto. Che questa nuova posizione contrasti con quelle di altri paesi dell’Unione Europea e della stessa Unione, non ha importanza. Renzi ha deciso: <Se c’è da rompere su questo l’unità europea che si rompa>.

A questo punto si impongono alcune domande: <Ma deputati e senatori che ci stanno a fare in Parlamento?  Sono consapevoli che si cambia linea in politica estera senza che ne sappiano niente e per di più  sulla base di una notizia falsa? Hanno letto il testo della Risoluzione?> Inoltre: <Sono d’accordo che l’Italia, con il proprio voto,  incoraggi Israele a violare norme del diritto internazionale ed i suoi obblighi>?

Qualche domanda vorrei porla però  anche agli operatori e alle operatrici della informazione: <Potete prendervi la briga di informare lettori e lettrici, ascoltatori ed ascoltatrici di qual è il contenuto della vituperata risoluzione? Ve la sentite di lasciarl@ nel convincimento che l’Unesco voglia negare il legame tra Ebraismo e Gerusalemme invece di informarli che è  Israele  che dal 1996, con l’apertura del tunnel sotto il Monte del Pianto, e non solo,   cerca di impadronirsi  di quel luogo caro ad ambedue i popoli, e sta operando per estromettervi i Palestinesi?>

Vorrei porre un’altra domanda che   in ragione della mia iscrizione all’albo datata  25 maggio   1959  penso   di potermi consentire: <Siete sicure/i di fare in questo modo del buon giornalismo? Posso invitarvi a ristabilire la verità dei fatti tenendo  presente   che il superamento del conflitto israelo-palestinese è condizione imprescindibile per ricostruire   condizioni favorevoli alla pace nel Medio Oriente  e che lasciare l’opinione pubblica in convincimenti  falsi spacciati per  veri può giovare al quieto vivere, ma non  alla causa della pace?>

Come mi piacerebbe che  ci fosse risposta  a qualcuna delle mie  domande! Temo però di  chiedere  troppo.