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L'”autostrada delle mazzette” conferma le inchieste giudiziarie degli ultimi anni

 

C’è un pezzo di autostrada tirrenica (il tratto di diciannove chilometri che va da Tarquinia a Rosignano sulla tirrenica) che-come è stato provato ancora una volta dall’inchiesta Amalgama del procuratore aggiunto Paolo Ielo fornisce un ritratto somigliante del bel Paese.  Quel tratto è stato costruito tra consulenze e tangenti che ancora una volta vengono dichiarate con chiarezza da Nando Dalla Chiesa che, lasciando il comitato antimafia cittadino fondato anni fa dal sindaco Pisapia con l’obbiettivo di arrivare a un’antimafia sociale) perché è stato chiamato a presiedere quello lombardo, sente il bisogno di dichiarare che, allora ci furono l’ostruzionismo burocratico e l’insofferenza di alcune strutture dell’EXPO ai controlli.

Ma una simile considerazione non  fa che che confermare la diagnosi che emerge dalle inchieste giudiziarie degli ultimi anni che hanno portato all’arresto di costruttori e politici che hanno guidato la costruzione dell’autostrada tirrenica il cui completamento definitivo-secondo i progetti del governo delle larghe intese Renzi-Alfano-sarà previsto tra sei anni nel 2022.

Nella sua ricerca che sarà pubblicata nei prossimi giorni dal quotidiano Il Fatto  il giornalista Daniele Martini rivela che il governo ha voluto mettere a posto l’Aurelia per rendere necessario il passaggio del tracciato dell’ANAS, società di Stato, alla Sat-società privata-interessata alla costruzione della Tirrenica(che, secondo il presidente del Consiglio, sarebbe  pronta nel 2022 e sarebbe Fiorenza , grande frequentatore del sottobosco politico ed economico italiano, a guidare l’impresa). L’Aurelia è stata trascurata e le associazioni ambientalista sono pronte a combattere. “Il problema del Paese-ha detto il presidente onorario Nicola Caracciolo- è la crisi dei valori. L’Italia-ha aggiunto-è sempre tra mazzette e opere inutili.” Oggi Fiorenza è stato delegato dal presidente Enrico Rossi e dal viceministro Nencini a far le ultime mosse mentre Giovanni Castellucci e Gaetano Caltagirone si son mossi alla finestra. Ma non si fermano il Wvf, Italia Nostra, Fai, Lega Ambiente e molte altre  sigle dalla parte dei cittadini a ostacolare l’impresa. E intanto Renzi mette in cantiere l’impresa di costruire il ponte sullo Stretto di Messina!.

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