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L’incompetenza verbale è un limite grave per chi fa politica

 

L’incompetenza verbale è un limite grave per chi fa politica.
Lo ha dimostrato la Boschi parlando di partigiani “veri” che voterebbero sì al referendum costituzionale, contrapposti all’intera Associazione Nazionale dei Partigiani Italiani (Anpi), che ha scelto democraticamente e quasi all’unanimità di schierarsi per il no. Roba da far arrabbiare persino Bersani.
La ministra non è nuova a manifestazioni involontarie di deficit di comunicazione. Già in precedenza sullo stesso tema referendario aveva abbinato i favorevoli al no a quelli di Casa Pound, solo perché anche questi ultimi avevano manifestato avversione alle modifiche referendarie. Scatenando un incendio di polemiche, che lei ha osservato con sorpresa.
Eppure, si vede che studia diligentemente i copioni in privato, per recitarli con precisione in pubblico. Poi, basta un momento di improvvisazione e subito riemerge la sua autentica incapacità di prevedere le conseguenze delle sue affermazioni, per la disastrosa mancanza di intelligenza emotiva.
Insomma, alla ministra Boschi si potrebbe applicare il giudizio che i professori ci hanno sempre riservato nei colloqui con i nostri genitori, ma al contrario: si applica, ma non è intelligente.

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