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Ismi

 

Il potere si difende dalla legge bardando i suoi delinquenti con una parola coniata ad hoc come “giustizialismo”. Quell’ “ismo” finale significa eccesso, esagerazione, patologia ipertrofica. Come cittadini, dovremmo fare lo stesso, attrezzandoci con opposti “ismi” per definire la nostra insofferenza ad altri eccessi.  Così, potremmo iniziare ad accusare di “ladrismo”  i politici inquisiti e condannati, tuttora in carriera. O definire il fenomeno del “dimentichismo” per quanto riguarda gli elettori del PD che non prendono le distanze da Renzi  quando accusa  i giudici, ma scendevano in piazza contro Berlusconi, quando era il miliardario a insultare la magistratura che faceva il proprio dovere.

Ma non basta. C’è anche un “bavaglismo” schizofrenico, di chi protestava quando B voleva che i politici godessero della stessa tutela della privacy dei cittadini e oggi non muove un dito contro Renzi e Verdini che vogliono  elettori privati di informazioni essenziali per valutare l’obbligo costituzionale di disciplina (rispetto delle leggi) e onore (correttezza rinforzata) a cui sono tenuti i politici. Il tutto mentre l’Italia perde altre 4 posizioni nella classifica della libertà di stampa, fino a scendere l 77° posto,  dopo Tonga, Burkina Faso e Botswana (fonte: Reporter sans fronières).
Di fronte a questo degrado, occorre un’ultima parola,  “bastismo”: per dire basta alla politica degradata non solo nei comportamenti contro la legge, ma anche nell’arroganza di ritenerli difendibili, come fossero un privilegio acquisito per usucapione, grazie all’ultra ventennale accantonamento della questione morale, sollevata nel 1981 da Berlinguer e rilanciata – allora – da Scalfari.

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