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Un ministro europeo contro il terrorismo

 

I quotidiani di oggi, affrontano il problema centrale che pure ha caratterizzato gli ultimi giorni dopo gli attentati di martedì scorso a Bruxelles che non soltanto hanno provocato la morte di 31 persone e il ferimento di quasi trecento colpevoli soltanto di essere quel giorno in quella città, capitale politica delle istituzioni  europee. Quel problema si racchiude in una scarna espressione: come contrastare in maniera più efficace l’offensiva terroristica che il Daesh o IS o ancora ISIS come viene chiamato lo Stato Islamico tra Siria e Iraq che agita la “guerra santa” contro gli infedeli che con gli Stati Uniti di America, le Nazioni Unite, e i maggiori Stati europei dalla Germania alla Francia, alla Gran Bretagna, insomma i ventotto Stati che fanno parte dell’Unione Europea e il nostro Paese, l’Italia, essendone stato tra i fondatori. E per farla ci vuole un governo europeo o almeno un ministro degli Interni che possa decidere come fermare l’offensiva terroristica del Daesh. Qualcuno, il fondatore della Repubblica,Eugenio Scalfari si chiede con la sua lunga esperienza giornalistica, politica e umana: perché i  terroristi istruiti e manovrati  dal Califfato  si uccidono per uccidere gli altri, innocenti e incolpevoli?

Nella storia contemporanea c’è il precedente dei kamikaze giapponesi che, alla guida di aerei carichi di bombe, si lanciavano contro le navi da battaglia americane nella seconda guerra mondiale. Anche loro si uccidevano per uccidere il nemico ma una differenza c’è rispetto ai kamikaze dei terroristi del Daesh. I piloti giapponesi combattevano una guerra e si uccidevano per uccidere il nemico, quel nemico. I terroristi dello Stato islamico oggi uccidono un nemico creato da loro, persone di qualunque razza, qualunque religione, (o nessuna), qualunque nazionalità, qualunque età, compresi i bambini, qualunque luogo purché affollato, uno stadio sportivo, un bar, un aeroporto,  una stazione, una metropolitana.

Da questo punto di vista sono diversi dai kamikaze giapponesi e anche dai nazisti che uccidevano gli ebrei, gli zingari, i diversi dalla loro razza ariana che esaltavano. I kamikaze dell’IS sono un caso unico al mondo e agiscono dovunque e soprattutto in Europa e in Medio Oriente. E’ necessario per combatterli con la speranza di una vittoria finale unificare l’Europa. Ed ora penso che sia necessario come primo passo in questa direzione un ministro dell’Interno unico e un’unica polizia federale. Accettare oggi sulla base di un ricatto che la Turchia pessima guidata da Erdogan entri in Europa sarebbe un fatto di inaudita gravità. Con l’Europa ha poco o nulla da spartire. L’unica voce che si è levata a dire a tutti che occorre sentire la voce di un Dio unico al di là delle molte religioni presenti nel mondo contemporaneo che dice a tutti di trattare tutti gli esseri umani come fratelli nel nome di una indispensabile misericordia. Questa è la voce che insegna il bene e come tale tutti sono chiamati ad ascoltarla. E siamo tutti chiamati ad ascoltarla.

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