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Parigi. Gli attacchi pianificati in Siria e messi a punto in Belgio. Caccia ai terroristi in fuga, 23 gli arresti ed oltre 100 i fermi

 

Di Luigi Sambucini

Sembra ormai certo che l’attacco combinato di Parigi sarebbe stato deciso e pianificato in Siria, ma l’organizzazione generale sarebbe stata messa a punto in Belgio. Ne sono convinte le autorità francesi e belghe, che anche nella giornata di ieri hanno ordinato decine di perquisizioni in varie località, alcune delle quali tenute segrete, utilizzando la massima discrezione, quasi in silenzio e senza alcuna spettacolarizzazione. A fine serata gli arresti tra Francia e Belgio sono stati 23, ed altri sospetti sono stati posti al regime dei domiciliari.

Si cerca in queste ore di catturare i criminali sopravvissuti agli attacchi. In fuga ci sarebbero almeno tre terroristi, uno in particolare Salah Abdelsalam, era stato dato per certo in fuga verso l’Italia, notizia successivamente smentita sia dalle autorità francesi che da quelle italiane. Abdelsalam sarebbe il più pericoloso del terzetto, gli altri sono stati identificati in Ahmad Al Mohammad, siriano nato nel 1990 e Samy Animour, nato a Parigi nel 1987. Per tutti è stato spiccato un mandato di cattura internazionale. L’intelligence francese, che ha analizzato anche informazioni che sono giunte loro sia dalla Cia che da Scotland Yard, avrebbe anche individuato il cervello dell’intera operazione. Si tratterebbe di un belga, Abdelhamid Abaaud (nella foto), già fuggito in Siria e da quel territorio, almeno nella parte in pugno all’Isis, avrebbe condotto la pianificazione e la realizzazione degli attacchi. Purtroppo il rischio di nuovi attacchi, non solo in Francia, ma nel resto dell’Unione Europea resta elevatissimo. Precise informazioni giunte ai colleghi del vecchio continente dagli specialisti della Cia, sono assolutamente precise, per altro Parigi era stata messa in allerta già prima degli attacchi di venerdì scorso, ma nulla aveva potuto fare per prevenirli. Chiara l’indicazione che giunge dagli Usa: “Ci sono ulteriori attacchi dell’Isis in cantiere. La loro agenda è uccidere”, fa sapere il direttore della Cia John Brennan. Anche Israele, con gli ultra-specialisti del Mossad si è messo a disposizione ed ha inviato dettagliate informazioni per prevenire, per quanto sia possibile, ulteriori bagni di sangue.

Da jobsnews

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