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Marche. Tifosi impediscono a giornalista di condurre programma tv

 

A San Benedetto, Giuseppe Ercoli non ha potuto raggiungere lo studio. “Qui dell’Ascoli non si parla” gli hanno intimato gli ultrà. Solidarietà dal sindacato

La sera del 14 settembre 2015, a San Benedetto del Tronto (Marche) una cinquantina di tifosi della Sanbenedettese, la squadra di calcio locale, ha bloccato per oltre due ore e mezza gli accessi alla sede dell’emittente televisiva Vera Tv e ha impedito di raggiungere gli studi al giornalista Giuseppe Ercoli, che doveva condurre la trasmissione “TvB Calcio”, dedicata alla serie B, che quella sera avrebbe dato spazio alla squadra Ascoli Picchio, rivale storica della Sanbenedettese. L’intera equipe di VeraTv è rimasta bloccata all’interno dell’edificio. La polizia è intervenuta, ha acquisito i filmati e sta indagando sugli atteggiamenti minacciosi verso il giornalista e i suoi accompagnatori. Solidarietà ad Ercoli e a VeraTv è stata espressa dal sindacato dei giornalisti marchigiani.

“Qui dell’Ascoli non si parla, la trasmissione te la fai a casa tua”, hanno intimato minacciosamente i tifosi a Ercoli e alle tre persone che erano con lui costringendoli a risalire in macchina.  Fra i motivi di contestazione il fatto che il giornalista è di Ascoli. “Hanno aperto le portiere della nostra automobile e ci hanno  invitato a salire – spiega il giornalista – e ad andarcene. Il tutto in un clima di forte intimidazione. Ci hanno detto di non tornare più, di fare attenzione, che la trasmissione non sarebbe andata in onda, né ora ne mai”.

“Tutti ci siamo sentiti intimiditi e abbiamo chiamato la Polizia”, ha raccontato ad Ossigeno il direttore di Vera Tv, Gloria Caioni. “Siamo rimasti bloccati in redazione.  Tra giornalisti e operatori eravamo in 8. Il nostro editore, Basicchio Ledda, è sceso in strada per dialogare, ma è stato accerchiato dai tifosi e minacciato verbalmente”.

La trasmissione è andata in onda in formula ridotta, condotta dal giornalista Giuseppe Argiuolo che si trovava in studio e con la partecipazione di un solo ospite e dell’editore che ha espresso rammarico per l’accaduto. “Ho sempre cercato di fare informazione al di sopra delle parti, senza tifare per nessuno. Ciò che è accaduto – ha detto l’editore – è una limitazione del nostro diritto di informare e ci preoccupa. Noi abbiamo investito somme ingenti e ci siamo trovati con ospiti e conduttori minacciati dinanzi al portone della nostra emittente”.

“Non ho denunciato nessuno– ha spiegato Ercoli – ma sarò sicuramente ascoltato in Questura. Ho già preso contatti per capire come muovermi. La volontà – conclude il giornalista – è quella di andare avanti e continuere la trasmissione”.

Solidarietà ad Ercoli è stata espressa dal Sigim, il sindacato dei giornalisti marchigiani. “La vergognosa caccia al conduttore Peppe Ercoli, costretto ad andarsene in quanto ascolano in terra straniera, e il contemporaneo assalto agli ospiti, se da un lato non hanno impedito la messa in onda della trasmissione, dall’altro hanno ribadito quanto sia problematico e pericoloso fare oggi informazione territoriale, un servizio pubblico fondamentale i cui rischi e pesi sono esclusivamente a carico di giornalisti ed editori, nella totale indifferenza delle comunità locali”, ha dichiarato in una nota il segretario Giovanni Rossi. Dal sindacato auspicano che la prossima puntata, prevista per lunedì 21 settembre 2015, possa andare in onda senza problemi, “in caso contrario – annunciano – organizzeremo una ‘scorta mediatica’ dando al caso San Benedetto il rilievo nazionale che merita e che servirà a tutelare la libertà di informazione e la piena sicurezza dei colleghi”.

RDM

Da ossigenoinformazione

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