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Gazzetta dello Sport, scatta la solidarietà. Dure accuse del Cdr all’editore

 
Scatta la solidarietà alla Gazzetta dello Sport, ma il Cdr contesta duramente il piano di ristrutturazione e di tagli dell’editore. Previsti 47 esuberi entro il 2027.
Dure critiche dai giornalisti della Gazzetta dello Sport al piano di ristrutturazione e tagli imposti da Rcs Mediagroup. Con un comunicato di fuoco pubblicato il 21 luglio, il cdr ha annunciato “l’entrata in vigore del regime di solidarietà”.

“Saremo noi, ancora una volta, a pagare i conti di Rcs Mediagroup che non tornano da ormai molto tempo, ovvero dal giorno in cui la scellerata operazione Recoletos ha aperto una voragine economica nel bilancio del gruppo”, scrive il comitato di redazione.

“Giornalisti, poligrafici e impiegati sono chiamati a una decurtazione pesante dello stipendio e ad altri sacrifici, per evitare che l’azienda prenda strade sbrigative nella politica di tagli che continua a perseguire duramente, mettendo così in pericolo la qualità dei suoi gloriosi giornali”, prosegue il comunicato.

Tra Gazzetta e Corriere della Sera 47 esuberi entro il 2017
Dopo aver risposto con uno sciopero al piano di decurtazioni dell’azienda per 50 milioni di euro, i giornalisti di Corriere della Sera e Gazzetta hanno detto sì a un accordo che prevede dal primo ottobre 2015 al 30 settembre 2017 l’uscita di 47 persone, comprese le 33 disciplinate dall’intesa del 18 aprile 2013, con gli strumenti contrattuali della legge 416 e con gli incentivi all’esodo messi a disposizione dall’azienda per una pianta organica finale fissata in 280 unità.

Di fronte alle minacce di 260 esuberi erano stati invece i poligrafici a scioperare nei giorni scorsi. “Abbiamo inteso la solidarietà esclusivamente come modalità di contenimento dei costi, perché la Gazzetta che conoscete non si può fare a ranghi ridotti”, specifica il cdr. “Sia chiaro: questo è l’ultimo atto di fede nelle possibilità di rilancio del gruppo che finanziamo, per quanto ci riguarda. Ce lo ha chiesto l’ad Pietro Scott Jovane nell’incontro del 9 giugno scorso, senza essere ancora in grado di presentarci il piano industriale del prossimo triennio che doveva essere ancora vagliato dal cda di questa azienda”.

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