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Egitto, giornalisti in sciopero contro i licenziamenti di massa e le incarcerazioni

 

Oggi è giornata straordinaria di mobilitazione e lotta per il Sindacato dei Giornalisti Egiziani. Si terrà uno sciopero in clima pesante e di grandi rischi dopo che la Corte amministrativa dell’Egitto ha dichiarato che gli scioperi sono un crimine. C’è bisogno ancora una volta di una forte solidarietà internazionale. Non lasciamo soli i collegi egiziani, cooperiamo a far conoscere al mondo le loro ragioni. È il più grande e concreto  atto che possiamo fare in questo momento di difficoltà per i colleghi egiziani.
Cari amici di Articolo21 vi chiedo ospitalità per dare queste notizie e per estendere la rete delle solidarietà che la Federazione Internazionale dei Giornalisti  (Ifj) – attraverso il presidente Jim Boumela – ha lanciato incontrando tra le prime adesioni quella della FNSI.
Il Presidente del Sindacato dei Giornalisti egiziani, Gamal Abdalrahim, ha reso note le ragioni dello sciopero  nazionale di oggi: una vibrata protesta contro il licenziamento di massa dei giornalisti in diversi media, contro condizioni di lavoro precarie e l’incarcerazione di numerosi colleghi. Sono azioni legittime per il diritto universale di civiltà democratica. Ai colleghi in lotta e al loro sindacato egiziani va e deve arrivare una solidarietà piena nostra e di altre organizzazioni nel mondo.
E’ assurda, ingiusta, inaccettabile la decisione della Corte suprema amministrativa dell’Egitto, secondo la quale “gli scioperi violano la giurisprudenza e gli obiettivi della legge islamica”. Il successivo passaggio conclusivo è ancora più incredibile, un inaccettabile attacco alle libertà e  ai diritti essenziali dei lavoratori: “Lo sciopero è un crimine e obbedire ai superiori e’ un obbligo”
Questa decisione. che appare, peraltro, come una violazione della costituzione egiziana, nega tutte le convenzioni internazionali in materia di diritto del lavoro e diritto di sciopero.
Sindacato e giornalisti egiziani sono determinati. Non resteranno soli ne’ permetteremo siano isolati. Diamo voce alla voce e alle ragioni della loro protesta in difesa di diritti fondamentali dell’uomo e dei lavoratori che  vanno sostenuti sempre e di più a ogni latitudine.

* Consigliere del Comitato Esecutivi Ifj

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