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Sicilia, misura di tutte le cose. Caffè del 10

 

“La morte per gelo in mare”, Corriere della Sera. Quando sono arrivati i soccorsi in 7 non respiravano, altri 22 si sono spenti durante viaggio, con mare forza 7, verso la Sicilia. Morti di freddo e di stenti. Il direttore del poliambulatorio, Bartolo e il sindaco di Lampedusa, Nicolini, dicono che Mare Nostrum li avrebbe salvati, Triton invece li ha uccisi

“ Falciani presto altri nomi e altre banche”, il sole24ore annuncia che “la lista degli evasori si allungherà”. Ma Repubblica avverte “1.264 sono già al riparo” perchè hanno approfittato dello “scudo fiscale” (Tremonti), per gli altri sarà “prescrizione certa con il decteto fiscale”(Remzi). Così per Sallusti, a Piazza Pulita, e per il Foglio oggi, il “delinquente” è Falciani che ha violato il segreto bancario svizzero.

Repubblica. “Obama a Putin: accordo subito o armiamo Kiev”, La Stampa “Trattiamo con Putin ma pronti ad armare..”.  Angela Merkel, alla guida della politica estera dell’Unione -Magherini fa tappezzeria- ha ottenuto da Obama il sì alla trattativa alla trattativa dell’ultima chance. Il filo, troppo tenue, può spezzarsi perchè ha ragione El Pais che cita il Presidente americano: “Rusia no puede cambiar las fronteras de Europa a punta de pistola”, ma non hanno torto i Russi che si sentono minacciati dalle armi Nato e ricordano i misfatti dell’imperialismo.

Sul destino della Grecia Merkel e Obama a ruoli invertiti: Obama darebbe filo a Tsipras, perchè sa che la cura imposta dalla Troika è stata una follia. In 4 anni Atene ha perso il 25% del PIL anzichè il 3 previsto, la disoccupazione  è al 25% invece che al 13, il debito supera il 175%. Tuttavia “Merkel detta la linea dura ai colloqui greci”, scrive il Financial Times. Assente -anche su questo- il governo italiano. Padoan assicura che non somigliamo alla Grecia, semmai alla Spagna. Peccato che gli spagnoli, apprezzati da frau Merkel per le loro riforme, sembrino intenzionati a votare Podemos, a cacciare la destra dal governo e umiliare il PSOE. Non sia mai che la ricetta  partorisca più ingiustizie, più precari e vanifichi i sogni del ceto medio?

Ieri ho vacillato – lo confesso- di fronte al pensiero unico. Mieli e Veltroni, dalla Gruber, felici che la destra si stia mangiando il fegato  -Berlusconi salvinizzato”, dice Renzi commentando il “patto degli spinaci” (Libero) tra Lega e FI- e che la (vecchia?) sinistra non abbia espressione politica e si limiti a borbottare nel retrobottega del Pd. In fondo li capisco: l’Italia si è consegnata a un Partito della Nazione, di certo a Vocazione Maggioritaria. Dopo 50 di stallo e contrapposizioni sterili, in cui la crisi del regime ha corrotto l’intera classe dirigente e si è mangiata persino la società civile, è un destino che finalmente si compie. Con Renzi, un partito che va dove lo porta il portafogli (della finanza e della Merkel), che agita buoni sentimenti (a condizione che non si faccia sul serio, come vorrebbe il Papa), che sa essere più realista di Obama e più disilluso di un D’Alema. Finalmente un Re Sole della politica, un nucleo che media con i poteri e concede ai poveri quel tanti che serve, intorno solo neutroni instabili  che girano, girano e decadono dopo 15 minuti.

Non tutto sempre funziona.Talvolta l’accusatore viene indagato: accade a Montante, industriale con il bollino antinafia, amico di Lo Bello,Crocetta e Renzi. Per Mario Mineo -45 anni fa-  la mafia, prima che una banda di killer, era una classe, che viveva di spesa pubblica e corruzione, intermediazione politica ed evasione. Tu, imprenditore, in classe stai, e tu, politico, che gente frequenti?

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