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Torto scatenato? No, Grillo scatenato! Il Conflitto di interessi non s’ha da fare.

 

saluti-da-marte-300x300Grillo scatenato. Tre post sul blog in una giornata. Il primo #iosonouneversore è contro il presidente Giorgio Napolitano che aveva attaccato l’antipolitica parlandone come elemento dell’eversione. “Gli chiede: “Ma mentre la Repubblica affondava nel fango, lei dov’era? Su Marte?”. E ancora: “Non si sente responsabile di quel che è successo?”. Lui si sente una persona onesta, paga le tasse. E quindi se questo significa essere un eversore si dice fiero di esserlo.
Il pd si schiera a difesa del presidente della Repubblica. Parlano Speranza, Rosato, Serracchiani. Basta con gli insulti. “Se l’Italia non e’ sprofondata nel baratro, lo dobbiamo a personalita’ come Napolitano .

Intanto alla Camera è bagarre sul conflitto d’interessi. La commissione bilancio dice che non c’è chiarezza sulle coperture economiche. Il provvedimento torni dunque in Commissione. I cinque stelle danno dei mafiosi e dei ladri ai parlamentari Pd. Il vice presidente della Camera Luigi Di Maio richiama all’ordine. Di Stefano, Sibilia, Vacca e Brescia.

Poi è costretto a sospendere la seduta e ad espellere il collega Di Stefano .

Grillo torna a scrivere. Io sono un eversore e il Pd non vuole il conflitto di interesse. Con la scelta sul Conflitto di interesse, secondo il Movimento 5 stelle, si consolida il patto del Nazareno tra Forza Italia e il Partito Democratico.

A questo punto qualsiasi meccanismo di coinvolgimento del Movimento rischia di saltare. Per questo Grillo posta un intervento di Riccardo Fraccaro

Il boicottaggio del conflitto di interessi non piace nemmeno a Sinistra Ecologia Libertà.

A sentirsi dare dei ladri e dei mafiosi il Pd non ci sta. Alla Camera rispondono come possono. Al Senato, la minoranza del Pd intanto, sul tema, propone un emendamento sottoscritto da 25 parlamentari che inserisce le norme sul conflitto di interessi nell’Italicum. Un ulteriore segnale che viene spedito a Renzi. Proprio dal Senato dove il Governo rischia ancora di più.

Anche per questo le reazioni interne al Partito Democratico, dopo il voto che in Commissione Affari Costituzionali sulle riforme aveva mandato sotto il Governo, gli animi si scaldano tra maggioranza e opposizione interna. Del Rio afferma che la minoranza vuole trasvinare il Paese alle elezioni. Vannino Chiti risponde dicendo che la minaccia di elezioni è stata posta non da loro ma da Roberto Giachetti, vice presidente renziano della Camera dei Deputati.

Ma intanto sull’Italicum, e si ripassa al Senato, un terzetto di senatori composto da due Renziani e da Francesco Verducci presentano un subemendamento che dice: se si dovesse andare al voto prima del 2016 (data di entrata in vigore presunta dell’Italicum, ci si andrà con la legge Mattarella del 1993. Un’idea, che però, non dispiace nemmeno ai dissidenti.

A sera di nuovo Grillo all’attacco. Stavolta contro il segretario della Lega che, dopo la copertina su Oggi, chiama Matteo Topless Salvini. Ha detto che il nostro referendum sull’euro è ‘una perdita di tempo. Mente! E’ lo stesso Salvini che a maggio pur di raccattare qualche voto organizzava una ‘consultazione popolare’ senza alcun peso legale nelle piazze lombarde contro l’euro. e chiude La Lega non ce l’ha più duro, Salvini chiacchera, il M5S agisce”

E sullo sfondo, in una giornata convulsa, in Commissione Antimafia audizioni del capo della Procura di Roma Pignatone e del Prefetto di Roma.

Proprio Pignatone dice: presto nuovi arresti. Tremano i palazzi romani. E tra poche ore lo sciopero generale di Cgil e Uil.

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