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L’Erofascismo unito da Putin

 
I vari gruppi sciovinisti e anti Europa, da Parigi a Londra, convergono nel seguire Putin. E l’estrema sinistra ovviamente segue.
di Riccardo Cristiano

Le Pen in Francia, Farage in Gran Bretagna, Jobbick in Ungheria: se c’è un’indicazione che emerge chiaramente in questi giorni è quella della scelta politica della nuova destra xenofoba e nazionalista. Tutti e tre infatti hanno indicato in Vladimir Putin l’alleato ideale.

Un’alleanza che alcuni vedono come “santa alleanza” contro la depravata America, portatrice della decandenza gay, altri come una prospettiva continentale per resistere al flusso di migranti, all’invasione islamica, che lo zar cristianissimo saprebbe respingere con virulenza.

Fatto sta che al Parlamento Europeo non solo neo-destre francese, ungherese e britannica si sono unite nel no agli aiuti a Kiev, ma anche altri partiti dello stesso orientamento. A sostegno, ovviamente, è arrivata la piccola pattuglia dell’estrema sinistra, sempre pronta a unirsi quando si tratta di fare la scelta sbagliata.

Ma non è la convergenza estrema destra – estrema sinistra a stupire, è la capacità di Putin di amalgamare ciò che appare non amalgamabile, e cioè i vari fronti sciovinisti, nazionalisti. Gli va riconosciuta la capacità di catalizzarli, federarli, con i suoi slogan tanto grossolani quanto sottili: ostilità verso gli omosessuali, ostilità verso gli Stati Uniti e le libertà decadenti che essa sta rappresentando, ostilità verso l’Islam e gli arabi, religione vissuta come fattore identitario.

Che l’estrema sinistra sia ridotta a esaltato gruppetto che segue queste idee e questi slogan come un povero fanalino di coda è solo la riprova della sua fine. Il problema è l’altro, l’ascesa della nuova destra e il suo aver trovato un leader unificante.

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