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Jobs act: i giuristi democratici denunciano l’Italia e il presidente del consiglio Renzi alla Commissione europea per violazione del diritto comunitario

 

L’Associazione Nazionale Giuristi Democratici, preso atto del Decreto Legge Renzi/Poletti che liberalizza i contratti a termine ed elimina nel contratto di apprendistato l’obbligo di formazione e di stabilizzazione al termine del contratto, ne rileva l’assoluta e totale incompatibilità con la normativa comunitaria in materia. Per tale ragione, l’Associazione ha predisposto una denuncia alla Commissione delle Comunità Europee affinché venga aperta una procedura di infrazione nei confronti dello Stato italiano per la clamorosa e frontale violazione del diritto comunitario, con riferimento alla Direttiva CEE 1999/70/CE sul contratto a termine, nonché con i principi fondamentali della Carta Sociale Europea e delle convenzioni dell’OIL.

Con tale nuova normativa, infatti, i contratti di lavoro precari, privi di tutela e sottopagati, diverranno la forma di gran lunga prevalente, e dunque la regola, di accesso al mercato del lavoro, rendendo vana e superata l’indicazione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato come “la forma comune dei rapporti di lavoro” che contribuisce “alla qualità della vita dei lavoratori interessati e a migliorare il rendimento”, come recita testualmente l’Accordo Quadro CES-UNICE-CEEP del 18 marzo 1999.
Per tali ragioni, l’Associazione Nazionale Giuristi Democratici ritiene necessaria un’informazione puntuale ai cittadini circa i contenuti del predetto Decreto Legge, onde contribuire ad una presa di coscienza circa i rischi ad esso connessi.
A tal fine, l’Associazione propone un’iniziativa a Roma, presso la Fondazione Basso, Via della Dogana Vecchia n. 5 per il giorno 8 aprile 2014 dalle ore 15,30 alle ore 19,00; saranno presenti operatori del diritto, sindacalisti ed esponenti di forze politiche.

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