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La gogna e la vergogna

 

Più che “lo Renzi il munifico” che s’appropinqua a formattare governo di ben più lunghe che larghe intese, oggi m’impressiona la devastante astensione dalle urne sarde: solo il 52% ha partecipato e, di questo, altrettanto da pensare potrebbe darlo il numero di schede bianche e nulle. Ma a quanto pare i giornali sbattono il mostro (di bravura: of course e di corsa) in prima notizia, manco fosse uno “scoop one” scientifico, e si defilano da quell’altra (dis)fatta da allevatori, agricoltori, artigiani, piccoli imprenditori, madri e padri di famiglia,  sempre più ridotti a canne al vento e canne del gas.

C’è poi anche altra notiziola che ha un che d’affascinante: el pibe de oro -ma pure el pube data la sua prolificità allargata- dopo aver pubblicamente sbeffeggiato Equitalia col gesto del paracqua e del paraculo (c’è chi può e chi non può si butta dalla finestra, s’impicca, si spara anche “grazie” ai milioni evasi da chi può) ebbene è stato proposto quale ambasciatore del Napoli nel Mondo e a me ‘sta cosa m’ha fatto proprio incazzare. Poi però un mio amico (toh, combinazione proprio di Cagliari) mi ha ricordato che qualche ora prima s’è presentato al presidente della Repubblica niente popo’ di meno che un pregiudicato per frode ed evasione fiscale, in attesa d’altri penali giudizi compreso il reato per voto di scambio, per essere consultato sulla  nomina del nuovo capo di governo d’Italia (nel mondo).

E’ lì che ho capito che più dell’incazzatura, alle urne sarde è prevalsa la vergogna…

 

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