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Se ne è andato Enrico Giardino, ingegnere elettronico, da sempre impegnato per la libertà di informazione. Una proposta di Art.21 alla Rai

 

E’ scomparso nei giorni scorsi, all’improvviso, Enrico Giardino. Quante volte i suoi interventi o i suoi scritti (raccolti ed aggiornati nel sito dell’associazione che presiedeva “Forum Dac”) ci hanno illuminato sui misteri delle tecnologie. Ingegnere elettronico, una vita alla Rai prima funzionario e finalmente dirigente, impegnatissimo nelle decennali battaglie per la libertà di informazione. Lavorava Enrico nel “Supporto tecnico” del servizio pubblico. Così si chiamò a lungo un settore di eccellenza, ricco di professionalità straordinarie, il top dell’era analogica prossima alle trasformazioni della fine del secolo scorso. Ecco, qui sta un punto importante davvero. Nel trentennio d’oro dello sviluppo le telecomunicazioni sono state fondamentali, non meno di oggi quando la rete e la diffusione digitale sembrano l’unica novità. No. Quello che è avvenuto con la rivoluzione di fine secolo ha avuto segni premonitori proprio nella stagione elettromeccanica, in cui si sono cimentati tecnici di valore altissimo. E l’Italia è stata a lungo invidiata dal mondo intero per gli ingegneri, perché –spesso a differenza dei colleghi di altri paesi- avevano culture e formazioni complesse: veri intellettuali della scienza. L’alta definizione televisiva, il satellite di diffusione diretta, la stessa sperimentazione della modalità numerica hanno trovato l’inizio o l’impulso nella Rai o nel gruppo che allora si chiamava ancora Stet-Sip.

Enrico Giardino è stato per anni, con Vittorio Del Duce e tanti altri, esponente di rilievo di tale scuola. Enrico era, però, un militante attivo e indipendente. Mai domo. Insofferente nei riguardi del senso comune non si accontentava di una mera routine lavorativa. Rapportava le tecniche ai problemi sociali, guardava spesso in solitudine alle piccole emittenti locali emarginate dalla concentrazione delle frequenze. Coniugava le parole specialistiche con le parole democratiche. Si è fermato solo una volta, la tappa finale della corsa.

L’Associazione “Forum Dac” ha proposto modalità diverse e alternative di riforma del sistema, un modello aperto e partecipativo di servizio pubblico. E tante cose belle e (forse) impossibili. In questa stagione culturale e politica che Giardino contestava, probabilmente detestava. Tuttavia, la storia è lunga e molti di quei progetti torneranno di attualità.

Non dimenticheremo mai Enrico, nostro maestro, persona splendida e sempre vicina ai suoi cari: Vittoria, Valentina, Marco.

Un appello di “Articolo 21” alla Presidente Tarantola e al direttore generale Gubitosi: perché non ricordare alla Rai un dirigente della “meglio gioventù” tecnologica? Il ricordo non è una cerimonia, è racconto della storia che conta sul serio.

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