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Videomessaggi e Agcom: qualche domanda

 

Ieri sera nel “prime time” quasi tutti i TG del paese, salvo le all news che hanno una struttura editoriale diversa, hanno impaginato e trattato il videomessaggio di Berlusconi come una notizia tra le altre.  Alcuni TG e forse la maggior parte, gli hanno dato maggior evidenza, ma con servizi medi di non più di 3 minuti, altri (TGLa7) l’hanno collocato addirittura come quarta notizia. I TG di Mediaset ed in particolare il TG5 lo hanno invece integralmente trasmesso. Dobbiamo dire che è una legittima ed autonoma  scelta editoriale dei direttori o forse si può azzardare qualcosa di più?

Non diremo che si tratta di sostegno privilegiato, ai sensi dell’incolore legge Frattini, perché B. non è più uomo di governo; non diremo neppure che si tratta di una violazione della delibera Agcom pronunciata per i videomessaggi in campagna elettorale, perché ancora formalmente non ci siamo. Siamo d’accordo con Nicola D’Angelo che precisa che nessun obbligo avevano, per legge, i direttori di trasmettere un comunicato di questo genere. Ma vorremmo comunque rivolgere un paio di domande all’Autorità che controlla le comunicazioni a garanzia dei cittadini.

Esiste un principio di pluralismo nell’informazione anche al di fuori del periodo elettorale ed esiste l’obbligo dell’Agcom di controllarlo e di sanzionarne le trasgressioni? Ebbene siamo curiosi di sapere quante settimane dovremo attendere per conoscere i soliti dati illeggibili che metteranno insieme le presenze nei prime time e quelli della notte profonda. Esiste la possibilità che senza ricevere un formale esposto o reclamo, la nostra Autorità possa decidersi di agire autonomamente e di valutare se questo comportamento da parte delle testate Mediaset non costituisca una clamorosa violazione dei principi di pluralismo,  par condicio ed imparzialità.

La trasmissione integrale di un videomessaggio di “propaganda” politica da parte di un’emittente televisiva (di proprietà del soggetto beneficiato) è informazione o pubblicità? Dubbio amletico. Come si vede sono domande che precedono i fondati dubbi di Beppe Giulietti sulle conseguenze di un irrisolto conflitto d’interessi.

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