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Danziamo, danziamo…

 

Se fosse l’amore per gli altri e non la paura a muovere le istituzioni, quando si trovano di fronte ai drammi delle minoranze emarginate… Invece, sembra che governanti, parlamentari, governatori, sindaci, autorità camminino sulle braci ardenti, quando portiamo alla loro attenzione qualsiasi caso di esseri umani in difficoltà: Rom, migranti, poveri… Non provano sentimenti di solidarietà: non ne sono più capaci, neanche quei politici che da giovani si sarebbero gettati nel fuoco per un ideale… Si invecchia, si segue una carriera, si sente il profumo del potere, del denaro, dei privilegi… e si perde il peso della propria anima… giorno dopo giorno, senza accorgersene… E’ questa l’enorme difficoltà che incontriamo a Genova, a Civitanova Marche, a Milano, a Bologna, a Firenze, a Roma, a Napoli… dappertutto. Le “autorità” vorrebbero che i poveri svanissero in una nuvola di vapore, per non dover affrontare un problema che potrebbe danneggiare la loro immagine, ridurre il consenso di cui godono… “Io sono umano. Non sono razzista… mi comporto con coscienza… voglio trovare una soluzione umanitaria… non lascerò nessuno in mezzo alla strada, al freddo…”. Però il loro calore si ferma nel falò delle intenzioni… attendono… parlano con i giornalisti… rispondono alle accuse da parte delle “opposizioni” e della “società civile”… e poi si distinguono nell’arte del “non fare”, in cui sono maestri. Conta l’immagine, quello che gli altri dicono di loro e il vuoto echeggia nelle loro coscienze. E noi? Noi siamo l’eco di quel vuoto oppure… siamo con i Rom, nelle baracche, sotto i ponti, nelle roulotte. Siamo con i profughi, ammassati gli uni contro gli altri in spazi angusti e miserevoli. Siamo con i senzatetto, intirizziti e preoccupati di dove ci rifugeremo domani. Siamo nella danza della vita e balliamo sui cadaveri degli innocenti oppure balliamo senza smettere, per riscaldarci e non morire assiderati…

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