Senza un’informazione realmente indipendente non si puo’ avere una reale democrazia

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Non v’è alcun dubbio che la verità è amica della democrazia, la menzogna invece è alleata con la tirannia. A differenza della narrativa che sovente crea dal nulla con molta fantasia situazioni e personaggi allo scopo di dilettare, svagare, provocare e stimolare il lettore, il giornalismo ha invece il fondamentale compito di informarlo correttamente sui fatti quotidiani; per cui la verità diventa il principio assiomatico che regge, o dovrebbe reggere, il mondo dell’informazione. Una reale democrazia si basa principalmente sulla verità, e chi svolge il ruolo d’informatore come quello del giornalista è investito di una grande responsabilità civile, sociale e in definitiva anche morale, poiché è chiamato a raccontare con indipendenza, scrupolo e onestà la verità dei fatti. Possono cambiare le interpretazioni, le letture degli avvenimenti ma non la sostanza degli stessi avvenimenti. Per tutto ciò il compito del giornalista ancor più che un mestiere è o dovrebbe essere sentito come una missione, in quanto egli si pone nei confronti della collettività, oltre che come semplice cronista, innanzitutto come investigatore vigile e scrupoloso dell’operato del potere, raccontandone scene e anche retroscene quando occorre; e quindi, di fatto, il giornalista è soprattutto la vigile sentinella della democrazia.

Quando, purtroppo, ciò non avviene, quando la molteplicità dei giornalisti è asservita al potere e disinforma per conservare e perpetuare siffatto antidemocratico potere, dobbiamo essere noi cittadini a tentare di ripristinare il giusto ruolo dei media che è quello di informare correttamente su quanto avviene nel mondo; dobbiamo essere noi a difendere la democrazia dall’assalto più o meno subdolo di interessi economici e finanziari che si vanno sostituendo sempre più alla politica. Per questo ho pensato di lanciare la mia petizione attraverso Avaaz. Servono almeno 100 firme per potere essere inoltrata alle principale cariche istituzionali del nostro Stato e, dato che il problema è ormai globale, ai responsabili dell’UE e al Presidente degli Stati Uniti Barack Obama.

A un’amica che mi chiedeva quale potrebbe essere una soluzione concreta, ho spiegato che una volta inoltrata la petizione (quindi almeno 100 firme dobbiamo raccoglierle, ancora meglio se di più), si chiede a costoro di fare qualcosa per ridare un po’ di indipendenza al mondo dell’informazione. E come? Siamo consapevoli che sarà molto difficile, i poteri forti non molleranno tanto facilmente, perciò dobbiamo essere noi a insistere, e più siamo e meglio è. Non si possono ignorare migliaia di firme, poche decine sì. La mia proposta è che nessuna testata, nessuna Tv dovrebbe appartenere a privati, quando invece in Italia e altrove appartengono la maggior parte a privati. La RAI è pubblica, si può replicare, eppure… non brilla per indipendenza, anzi. E’ vero, ma purtroppo è in mano alla politica che la usa come una sua proprietà. La RAI ci propina solo quello che fa comodo a loro, alla casta e, quando non coincidono direttamente, chi realmente rappresenta (i potentati economici e finanziari). La maggior parte dei media disinformano i cittadini su elementi fondamentali, e quindi quando vanno a votare, il loro voto non rispecchia una volontà formatasi su elementi di verità. Ciò è quanto mai antidemocratico!

Dunque, via i mezzi d’informazione dalle grinfie dei privati e della politica; essi devono appartenere ai cittadini, pagando questi un modico canone (già lo paghiamo e anche salato, sotto forma di rimborsi pubblici ai giornali, per un servizio pessimo) ed eleggendo liberamente i direttori che devono dare conto solo ai cittadini e non al padrone o al politico di turno.
Questa la mia proposta, e più saremo a sottoscriverla e più incisivi potremo essere.
Questo il link per accedere alla petizione:
http://www.avaaz.org/it/petition/Uninformazione_realmente_libera_per_una_reale_democrazia/?cjOPIbb


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