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Euro2012: si parla di Kiev, solo in quanto teatro della sconfitta azzurra

 

Si spengono le luci su Euro 2012. La Spagna ha vinto, l’Italia ha perso. Gli azzurri sono tornati in Italia con le facce tristi, ma accolti da tanti applausi, tra cui quelli di Giorgio Napolitano. Il Presidente del consiglio italiano Mario Monti si è congratulato con il primo ministro spagnolo Mariano Rajoy. Entrambe i leader avevano cominciato questo Europeo di calcio tra dubbi e incertezze. Prima parlavano di boicottaggio, poi dicevano di voler assistere solo alle partite in Polonia. Alla fine l’orgoglio, calcistico, di patria ha avuto la meglio e si sono presentati sugli spalti dello stadio di Kiev . Lo hanno fatto portando con loro una lettera per il presidente ucraino Viktor Yanukovich , chiedendo chiarezza, ancora una volta, sul caso Yulia Timoschenko. L’ex primo ministro, icona della Rivoluzione arancione,è in carcere dall’agosto 2011, condannata a 7 anni per abuso d’ufficio, malversazione e evasione fiscale. Lo scorso 24 aprile ha cominciato uno sciopero della fame per i maltrattamenti subiti nel penitenziario di Jarcov. Il 10 luglio riprenderà il processo a suo carico.

Nella lunga lettera Monti e Rajoy si sono detti: “molto lieti di venire a Kiev ad assistere alla finale del campionato, che ha riunito tutti i Paesi d’Europa. Desideriamo cogliere questa opportunità -proseguono – per trasmettere il continuo sostegno sia dell’Italia che della Spagna alle aspirazioni europee dell’Ucraina, allo stesso tempo esprimendo la nostra aspettativa di una soluzione positiva dei casi giudiziari dell’ex Primo Ministro Tymoshenko e di altri membri del precedente Governo, come richiesto dalla Comunità Internazionale e di un rafforzamento dello stato di diritto e dei valori democratici che dovrebbero unire i popoli d’Europa”. Inoltre hanno chiesto che i loro ambasciatori possano far visita alla Tymoschenko, ora ricoverata in ospedale.
Per qualche ora il testo della missiva è rimbalzato da siti, quotidiani e telegiornali. Ovviamente come aggiunta a pezzi e servizi che si soffermavano di più sulla formazione delle squadre in campo che sulle problematiche legate ai diritti umani e civili che hanno caratterizzato questo Europeo.
Oggi si continua a parlare di Kiev, ma solo perché è stato il teatro della sconfitta azzurra. La sensazione che il caso Tymoschenko venga presto, e di nuovo, dimenticato è forte. Speriamo non sia così. Sarà compito dei media e, soprattutto, dei diplomatici non far calare il sipario su questo caso.

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