Emfa, la grande incompiuta

Mattarella: serve un’analisi approfondita. Risposta: in manette i sedicenni

0 0

Il presidente della Repubblica si oppone a militarizzare Milano e poi chiede che venga svolta ‘un’analisi intelligente e approfondita’ sulle violenze giovanili. Non potendo rifiutare la prima decisione, il governo non solo ignora del tutto la seconda, ma svolta decisamente a destra verso soluzioni più congeniali: pugno di ferro e manette, anche ai minori. L’analisi chiesta con determinazione da Mattarella avrebbe comportato che venissero studiati i contesti sociali, economici, culturali in cui si determina il forte disagio giovanile. Vale a dire si sarebbe dovuto indagare sulle cause che sono all’origine delle devastazioni. Cause che sono ben note: la drastica riduzione dei servizi, le scuole cadenti, la mancanza di insegnanti, i giovani abbandonati agli schermi televisivi o dei pc e degli smartphone, la loro solitudine disperante, la sanità pubblica sempre più impoverita, l’angoscia delle guerre. Ma spinto da quale interesse politico o mediatico avrebbe agito questo governo, in assenza di pressioni da parte dei ‘giornaloni’ e di Raiset? Anzi questi media cosiddetti indipendenti hanno affrontato il difficile tema occupandosi solo ed esclusivamente degli effetti in modo da far da apripista ai provvedimenti da stato di polizia decisi dal governo.
Convinta di non trovare ostacoli sul suo cammino da gendarme, Giorgia Meloni ha poi tentato un’ulteriore provocazione contro i partiti del centrosinistra chiedendo posizioni ‘non ambigue’ sui disordini milanesi, richiesta che probabilmente sottintendeva il tentativo di ottenere una sorta di beneplacito sui duri provvedimenti d’ordine pubblico che aveva in mente. La risposta di Beppe Giulietti su questo sito, così come del parlamentare Gianni Cuperlo è stata durissima: non si prendono lezioni da chi è erede di responsabili di stragi, violenze, attentati contro la popolazione civile. Provocazione, insieme con il sospetto della predisposizione di altre azioni violente organizzate da infiltrati o provocatori a busta paga per colpire in anticipo e anche dopo la grande manifestazione unitaria del prossimo 20 novembre sulla quale occorrerà attivare una strettissima vigilanza. Last, but not least, questo è l’importante tassello del mosaico sempre più nero con il quale questa destra intende presentarsi alle elezioni. Aspetto altamente autoritario che scimmiotta il fascismo – di prima o seconda generazione non importa – contro cui si diventa sempre più convinti antifascisti sulla base della lezione di democrazia impartita dalle madri e dai padri costituenti.


Iscriviti alla Newsletter di Articolo21

Articolo21
Panoramica privacy

Questo sito Web utilizza i cookie in modo che possiamo fornirti la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni sui cookie sono memorizzate nel tuo browser ed eseguono funzioni come riconoscerti quando ritorni sul nostro sito Web e aiutare il nostro team a capire quali sezioni del sito Web trovi più interessanti e utili.

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.