Roma, la strada della Costituzione: oltre centomila in piazza per «La Via Maestra»
Lavoro, pace, ambiente, welfare e diritti: il corteo del 17 ottobre ha attraversato Roma da piazza della Repubblica a piazza del Popolo. Dal palco, Maurizio Landini ha parlato di oltre 100 mila partecipanti.
La strada della Costituzione torna a riempirsi di voci, rivendicazioni e domande rivolte al Paese. Ieri la capitale ha ospitato la manifestazione nazionale «La Via Maestra», promossa dalla CGIL insieme a oltre cento associazioni laiche e cattoliche, riunite attorno a un obiettivo comune: rimettere al centro il lavoro, la giustizia sociale, la pace e i diritti.
Il corteo, partito da piazza della Repubblica e diretto verso piazza del Popolo, ha portato nelle strade della capitale lavoratrici e lavoratori, studenti, pensionati e cittadini. Dal palco conclusivo, il segretario generale della CGIL, Maurizio Landini, ha indicato in oltre 100 mila il numero dei partecipanti. Si tratta della stima dichiarata dagli organizzatori, non di un conteggio indipendente certificato.
Al centro della mobilitazione, le questioni che attraversano la vita quotidiana di milioni di persone: salari e pensioni insufficienti, precarietà, lavoro povero, difficoltà di accesso alla casa, liste d’attesa nella sanità pubblica e necessità di investire nell’istruzione. Accanto alle rivendicazioni sociali, il richiamo alla pace, alla tutela dell’ambiente e all’attuazione della Costituzione.
La manifestazione ha voluto dare voce a chi chiede condizioni di vita e di lavoro più dignitose, servizi pubblici accessibili e maggiori garanzie per le nuove generazioni. Una mobilitazione che ha assunto anche un significato politico, con la partecipazione di esponenti delle opposizioni e l’annuncio di Landini di uno sciopero generale per il 20 novembre.
Ma il viaggio per Roma
di chi scrive è iniziato da Taranto.
Sabato 17 ottobre. Ore 5.
Taranto.
Saliamo su un bus della Cgl Taranto insieme a Mimmo Sardelli, segretario generale FP CGIL Taranto e Alessio D’Alberto, segretario provinciale FP CGIL Taranto.
Si parte viaggio verso Roma per documentare questa mobilitazione, raccogliendo immagini, cartelli, striscioni e testimonianze. Perché una manifestazione non si racconta soltanto attraverso il numero delle presenze o le parole pronunciate dal palco: si racconta anche attraverso i volti, le storie e le ragioni di chi sceglie di esserci.
Qualche fermata e si arriva a Cinecitta’.
Poi tutti insieme verso la metro direzione Repubblica.
Partono cori e canti ed una immancabile ” Bella ciao” come un filo che lega tutti noi.
Lo ammetto…sono stonata e con poca voce, ma canto anch’io con il cuore di chi avverte certe assenze che nella vita quella canzone l’avevano resa un inno alla resistenza.
E mi manca improvvisamente mio padre, comunista convinto e d’altri tempi. La pensa cui avrei voluto raccontare delle mille resistenze incontrate sulla Via Maestra ieri a Roma.
Lui che di quelle storie ieri sarebbe stato un orecchio attento.
Lui che della rivoluzione ha fatto uno stile di vita.
E con le molte e malinconiche nostalgie, ho visto coppie meravigliosamente unite anche negli ideali di pace e riconquista di diritti negati, anziani uniti agli studenti, studenti preoccupati per i loro nonni che non si possono curare. Tra tutti ho scelto lui, Luca, faccia pulita, studente fuorisede a Roma, che viene dalla Sicilia, e che mi dice: ” nonno ha smesso di curarsi ed io non posso vederlo cosi. Devo ribellarmi anche per lui”. E di Angela, madre di 3 figli che per fare la spesa gira 7 supermercati alla ricerca di offerte per mettere un piatto a tavola. E ha dimenticato cosa voglia dire un parrucchiere o una serata fuori con amici perché anche una pizza è diventata un lusso.
È anche attraverso queste esperienze individuali che una piazza diventa racconto collettivo. E che la richiesta di attuare i principi della Costituzione torna a misurarsi con la realtà quotidiana del Paese.
Poi la manifestazione culmina in piazza. Interventi politici. Tanti . Entusiasmo per esserci ritrovati in migliaia sotto una bandiera rossa…come il sangue.
Come il cuore.
E di cuore ringrazio Mimmo e Alessio, sopra citati, perché oltre ad essere componenti importanti del sindacato CGIL, sono persone disponibili e sicuramente parte di una famiglia che ancora oggi, nonostante tutto, si ritrova a cantare, convintamente, ” Bella ciao”.
