Si è chiusa sabato 17 ottobre, nell’Aula Galasso della Società Napoletana di Storia Patria al Maschio Angioino di Napoli, la seconda edizione della Peace School “Mario Paciolla”, il corso promosso dall’Università di Napoli L’Orientale e dall’Associazione Cinema e Diritti, che organizza il Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli, con l’Università per la Pace delle Nazioni Unite come partner scientifico.
A riempire l’aula sono state soprattutto studentesse e studenti: ottanta corsisti e corsiste che hanno seguito con attenzione e partecipazione un programma fitto, dal diritto internazionale alla Palestina, dal Mediterraneo ai Balcani, dall’Africa all’Ucraina. È una presenza che spinge gli organizzatori, Chiara Ghidini (L’Orientale) e Maurizio Del Bufalo (Festival del Cinema dei Diritti Umani), a immaginare già la prossima edizione, come opportunità di formazione “ampia, diffusa, riconosciuta”.
Altrettanto alto il profilo di chi ha insegnato. Dopo i saluti di istituzioni e atenei, dalla Società Napoletana di Storia Patria all’Orientale, dalla Federico II all’Ambasciata di Svizzera, dall’Università della Pace dell’Onu ad Amnesty International Italia, sono intervenuti giuristi, operatori umanitari, mediatori e attivisti: tra gli altri Luigi Marini, giurista ed ex magistrato, Luciano Scalettari di RESQ, Simonetta Gola di Emergency, Marta Iannotta di SOS Mediterranee, Anna Cervi (IAI – Mediatori di Pace), Yasmine Accardo di Memoria Mediterranea, Giuseppe Giulietti per Articolo 21. Accanto alle lezioni, i laboratori di Un Ponte Per e di Medici Senza Frontiere, le proiezioni, da “Sergio”, sul diplomatico Onu Sergio Vieira de Mello, a “The Negotiators”, e la tavola rotonda conclusiva sulla sicurezza nelle professioni della pace.
Il corso porta il nome di Mario Paciolla, il cooperante napoletano ed ex studente dell’Orientale trovato morto il 15 luglio 2020 a San Vicente del Caguán, in Colombia, dove lavorava per la Missione di verifica dell’Onu. L’inchiesta italiana per omicidio è stata archiviata nel giugno 2025, ma i genitori, Anna Motta e Giuseppe Paciolla, non credono all’ipotesi del suicidio e, con il Comitato Giustizia per Mario Paciolla, Amnesty International Italia e Articolo 21, continuano a chiedere verità e giustizia. Ai genitori è toccato chiudere la sessione inaugurale, ed erano presenti anche alla tavola rotonda finale.
“Stanchi ma profondamente grati”, hanno salutato così l’edizione 2026 gli organizzatori, tornando a chiedere ad alta voce verità e giustizia per Mario Paciolla.
