Emfa, la grande incompiuta

CGIL: dare una coalizione a questa piazza. Il 20 novembre sciopero generale

0 0

Sì, il momento è quello che è: difficile, drammatico, a tratti addirittura straziante. Eppure oggi siamo stati felici. Siamo stati felici fra le bandiere rosse, i cori, gli striscioni, ragazze e ragazzi finalmente protagonisti, il professor Zaccaria che ha ricordato di essere stato presidente di un’altra RAI e ha raccontato dal palco, anche a nome di Articolo 21, la battaglia dei costituzionalisti contro una legge elettorale palesemente incostituzionale e il mondo della scuola, del lavoro, del diritto, dei diritti, della politica e della cultura finalmente unito in un abbraccio. Ora niente perdite di tempo. Non ne abbiamo da perdere, all’inseguimento dell’ego di chi ha scambiato la politica per una gara, non comprendendo, evidentemente, che la democrazia non prevede la cultura, o peggio ancora il culto, della leadership bensì l’esatto opposto. È il fascismo, infatti, ad avere il mito della capocrazia, dell’uomo solo al comando e della vittoria come unico orizzonte; la Costituente, al contrario, venne eletta con un sistema proporzionale per offrire una proposta radicalmente alternativa a tutto questo. Dove per oltre vent’anni aveva trionfato l’elogio dell’uomo affacciato al balcone ricompariva la comunità, dove aveva regnato il “me ne frego” trionfava la solidarietà, dove l’indifferenza, la protervia e il sopruso erano stati elevati a virtù ricomparivano la gentilezza e la mano tesa verso il prossimo, e questo altro non è che il programma politico della Resistenza. Noi, pertanto, siamo Angela Verdecchia e Sabrina Brizzola, rappresentanti del mondo studentesco e simboli di una generazione in lotta, che ha smesso di aspettare, di rimanere in silenzio e di subire, in quanto non accetta più alcuna forma di sopruso. E non ha la mistica della sconfitta, proprio per niente; semmai, ragazze così rifiutano l’ideologia del vinciamo e del governismo spinto, che tanti danni ha arrecato negli ultimi trent’anni alla sinistra.

Non a caso, mosso dalla bellezza delle mobilitazioni studentesche, dal palco Maurizio Landini ha annunciato di affiancare allo sciopero studentesco del prossimo 20 novembre lo sciopero generale della sua organizzazione: finalmente, “studenti e operai uniti nella lotta” non è più uno slogan nostalgico ma una realtà concreta e attualissima.
Presenti anche Conte e una delegazione del M5S, Fratoianni, Bonelli, Acerbo e Schlein, oltre al sindaco di Roma Gualtieri, il quale ha ricordato la vittoria al referendum costituzionale sulla giustizia, frutto della stessa passione e dello stesso entusiasmo che abbiamo respirato oggi pomeriggio.
Insomma, ci siamo riappropriati delle nostre parole e della nostra identità, mentre la destra parla ormai apertamente di “comandare” anziché di governare, segno che hanno gettato la maschera, e le disuguaglianze sociali crescono a dismisura, come testimoniano non solo studenti e studentesse ma anche gli autotrasportatori che stanno occupando le strade per disperazione.
Ribadiamo: una generazione meravigliosa, privata di tutto, a cominciare dalla speranza di poter avere un domani, anziché rinchiudersi in casa, è scesa in strada, in piazza, ovunque, montando le tende, accampandosi, facendo rumore ed esponendo con rara pacatezza il proprio malessere e la propria rabbia. Basterebbe questo per rimettersi in cammino. La piazza odierna, pertanto, parla chiaro e dice questo: c’è bisogno di collettività, di sognare insieme un altro mondo possibile e necessario, di innalzare il vessillo della pace, di smetterla di inviare armi che non servono a niente, se non a far continuare la mattanza sulla pelle del popolo ucraino, di chiedere giustizia e patria per la Palestina, di sanzionare il governo israeliano e di contrastare ogni forma di fascismo, di sopruso, di barbarie e di offesa arrecata alla nostra democrazia. I giovani lo hanno capito prima e meglio degli altri e non ci sorprende che siano gli eredi della generazione che venticinque anni fa, a Genova, chiedeva più o meno le stesse cose, con la differenza che adesso, come ricorda spesso il portavoce del Social Forum di allora, Vittorio Agnoletto, intervenuto a sua volta dal palco, il mondo è davvero sull’orlo dell’abisso, con il clima impazzito, le estati tropicali, il fascismo arrembante in tutto il Vecchio Continente, l’America nelle mani di un’amministrazione che ha squassato l’ordine globale e, soprattutto, il collasso della globalizzazione capitalista, da cui derivano pure le guerre che stanno avvelenando il nostro tempo.
Serve, dunque, una visione globale e la presa d’atto della complessità dei problemi, non l’ennesimo capataz, maschio o femmina che sia, che si ponga come il salvatore della Patria. Quella stagione, proprio come il demone del liberismo, è tramontana, al punto che oggi, non solo in Italia, abbiamo al governo una destra protezionista con ampie venature nazionaliste.
Sul versante opposto, scusate se scomoiamo addirittura Che Guevara, serve, in risposta, una comunità che sappia fremere di sdegno per la nostra gioventù senza prospettive e per l’orrore in corso a Gaza, per le vittime civili in Ucraina e per Najmeh Amini che rischia l’impiccaggione in Iran per ragioni ridicole.
Questo abbiamo imparato e questo ci portiamo dietro mentre scriviamo quest’articolo, con la bella sensazione pasoliniana che la bandiera rossa sia finalmente ridivenuta straccio e che gli ultimi abbiano ripreso a sventolarla.

Iscriviti alla Newsletter di Articolo21

Articolo21
Panoramica privacy

Questo sito Web utilizza i cookie in modo che possiamo fornirti la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni sui cookie sono memorizzate nel tuo browser ed eseguono funzioni come riconoscerti quando ritorni sul nostro sito Web e aiutare il nostro team a capire quali sezioni del sito Web trovi più interessanti e utili.

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.