Domenica a Cuneo, Città medaglia d’oro della Resistenza, Articolo 21 insieme ad Arci, ANPI, CGIL e Libera, ha chiamato i cittadini ad una manifestazione che ha tenuto insieme un ricco dibattito sull’attacco concentrico alla Costituzione con l’atto conviviale e simbolico della ‘pastasciutta antifascista’.
Articolo 21 ha ribadito con forza il legame scellerato tra la riforma elettorale e la riforma della RAI: dietro le solite parole rassicuranti (‘riforma’) emerge chiaro il progetto illiberale di compressione autoritaria del pluralismo e quindi dell’uguaglianza che fondano la nostra Repubblica.
Ci vorrebbe un Duccio Galimberti che, caduto Mussolini nel Luglio del 43, avvertì immediatamente dalla piazza di Cuneo che oggi porta il suo nome, che non era finita così ma che la Resistenza avrebbe continuato fino alla cacciata dell’ultimo tedesco, fino alla distruzione di ogni vestigia del Fascismo.
Perché ieri come oggi il Mondo brulica di indifferenti e furbacchioni pronti a sedersi a tavola per un piatto di lenticchie. Ma anche di accucciarsi ai piedi di chi mangia accontentandosi delle briciole.
Davide Mattiello
