Emfa, la grande incompiuta

L’assalto al Municipio V. Il format del neo-squadrismo

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Non chiamatela “protesta”, non chiamatelo “acceso dibattito”. Quello che si è consumato nell’aula consiliare del Municipio V di Roma, in via Giorgio Perlasca, è un blitz di matrice squadrista in piena regola. Un’azione studiata a tavolino per interrompere con l’intimidazione e la forza fisica un’assemblea democratica nell’atto di votare una mozione sul contrasto all’islamofobia e sulla solidarietà al popolo palestinese.
Il copione è quello consolidato dell’estrema destra romana. Un gruppo guidato da Massimiliano Zossolo e Simone Carabella fa irruzione nell’aula, forza il blocco e si spinge fino ai banchi della presidenza. Da lì è il caos. L’aula trasformata nel bivacco di manipoli, l’occupazione dei banchi, il sequestro dei microfoni, le urla, la gazzarra. Poi il punto di non ritorno con lo strappo della bandiera palestinese. Un gesto schifoso, cercato per provocare e scatenare la rissa — con gli spintoni e lo schiaffo incassato da Zossolo — e confezionare il materiale video da far girare nelle bolle social. È il content del degrado.
Ma per capire chi abbiamo di fronte basta scorrere i certificati e le cronache, senza concessioni al politicamente corretto. Massimiliano Zossolo, oggi noto come il manovratore della pagina Welcome to Favelas, vanta una condanna definitiva a quattro anni e otto mesi di reclusione per devastazione, saccheggio e resistenza a pubblico ufficiale, reati legati agli scontri che devastarono Roma il 15 ottobre 2011. Un profilo che ha riciclato la narrazione “anti-degrado” per trasformarla in una cassa di risonanza per l’estremismo identitario. Al suo fianco Simone Carabella, professionista della provocazione islamofoba, noto per le scorribande con carne di maiale e mortadella sventolata davanti ai luoghi di preghiera musulmani, habitué di Fogli di Via e fogli di allontanamento rimediati in mezza Italia per le sue ronde.
È il classico metodo fascista. Si fa irruzione nelle sedi istituzionali, si violentano i simboli e si insulta fino a provocare la reazione, per poi indossare i panni delle vittime.
Esattamente come è accaduto nel Municipio V, con un’escalation che questa volta però segna un vero e proprio salto di qualità contro l’agibilità democratica delle istituzioni, gravemente sottovalutato e di fatto coperto da una destra che preferisce soffiare sul fuoco pur di attrarre consensi.

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