Eh sì, ha ragione Beppe Giulietti a ritenere l’erede politico di Berlusconi uno spergiuro sul piano dell’estetica e della femminilità. Il suo mentore non ha mai teorizzato sulla ‘appariscenza’ della donna, anche se poi l’ha intensamente praticata, altro che se l’ha praticata. L’allievo certo non deve essere stato alla sua altezza e forse da lì è nata l’idea di ‘consigliare’ il figlio su come scegliere la donna da sposare, dalla modesta fisicità alla ‘costumata’ lunghezza delle gonne.
Incuriosito da tanta solerzia, mentre la sua presidente sbarra le porte della scuola ai piccoli immigrati imitando un Vannacci qualunque, la Corte dei Conti finisce sotto la mannaia di Foti, la legge elettorale truffa non trova ostacoli sul suo cammino, mi son detto: forse Tajani non ha trovato il tempo per dare consigli matrimoniali o semplicemente sentimentali anche a sua figlia.
Provo io a darle qualche suggerimento su come scegliere un compagno, utilizzando uno schema simile a quello adottato dal padre per il fratello.
Niente capelli lunghi, pericoloso segnale di avversità al principale modello propagandato in tv. Niente camicia o maglietta rossa, per le ragioni più ovvie. Niente utilitaria ammaccata o vagamente impolverata. Niente scooter, solo moto di grossa cilindrata. Niente dopo barba da supermercato, solo eau de toilette firmata. Niente jeans senza giacca, camicie a maniche lunghe arrotolate sopra il gomito, mai a maniche corte. Mai scarpe da ginnastica, solo quelle di vernice lucidissima e con una bella fibbia. Mai la volgare sigaretta di tabacco, al contrario sempre sigaretta elettronica perché la fumata di svapo è profumata e quasi aristocratica, mai povera e plebea come l’altra. Sotto braccio solo giornali filogovernativi, mai nessun foglio diverso.
Il fisico, infine. Un bel palestrato che può garantire una buona difesa personale, anche se, per dirla con papà, si può rischiare qualche ‘cornetto’. All’opposto, mai occhiali da vista su una corporatura normale che rischiano di nascondere un pericoloso intellettuale. Infine, d’inverno, con la pioggia, il vento, il freddo evita come un terribile nemico chi ancora oggi può pensare di indossare un eskimo.
Ovviamente i consigli sono validi fino alle prossime elezioni politiche. Poi, chissà che anche papà Tajani non cambi idea.
