La prima volta in undici anni di mandato. Basterebbe questa specifica per comprendere il ‘peso’ del gesto del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Eppure se ciò non bastasse (“Sono consapevole che non è consueta la presenza del Presidente della Repubblica per i lavori ordinari del Consiglio”) sono arrivate le parole nette, forti, chiare che non hanno tolto nulla allo stile pacato ed al garbo di una vita al servizio delle Istituzioni, anzi probabilmente esaltandole. Meno di due minuti, un discorso chiarissimo a difesa dell’istituzione, invocando rispetto, “particolarmente da parte delle altre istituzioni”. Troppo forti e troppo gravi, nota del redattore, le accuse del ministro Carlo Nordio, il “sistema para-mafioso” associato al Consiglio Superiore della Magistratura, presieduto proprio dal Capo dello Stato, non sono accettabili. Non lo sarebbero per un cittadino senza ruoli istituzionali, figuriamoci per uno che di mestiere (pro tempore) fa il titolare del dicastero della Giustizia. Ora non resta che auspicare che si rispettino le Istituzioni, la tristezza risiede proprio nel fatto che un tempo sarebbe stato ovvio. Oggi c’è bisogno di uno degli ultimi capisaldi di questa Repubblica, il Presidente Sergio Mattarella.
