Giornalismo sotto attacco in Italia

Don Sacco: “Sui crimini di Netanyahu io non tacerò e così tutta Pax Christi”

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L’antisemitismo non c’entra niente “con la ferma opposizione al perpetuare dei crimini dello Stato d’Israele”. Lo dice un esponente ‘storico’ del movimento Pax Christi, don Renato Sacco, che si è sempre battuto per la giustizia internazionale e il disarmo.

“Quando si alza la soglia del dolore rischiamo di abituarci a tutto più facilmente, perfino agli orrori di Gaza”, dove la distruzione va avanti nonostante il cessate-il-fuoco“Ma io non riesco ad abituarmi a quanto sta accadendo a Gaza.

Non tacerò e così tutta Pax Christi: condanniamo la politica genocida di Netanyahu, tanto più che in questo momento storico il vangelo non ci indica una strada di prudenza ma di audacia”.

In questa conversazione telefonica con Popoli e Missione il sacerdote, che è Consigliere nazionale del movimento, puntualizza:

“Deve essere chiaro però che un conto è parlare del popolo ebraico e della religione ebraica, e un conto è condannare la politica criminale di Netanyahu.

È questa politica che noi contestiamo fortemente”.

Don Sacco si dice assolutamente a favore del movimento di boicottaggio internazionale a guida palestinese, BDS.

“Forse in passato meno, ma in questo momento siamo assolutamente a favore del BDS, di ogni forma di sanzione e boicottaggio”, dice.

Bds prevede il ritiro del sostegno al regime di apartheid israeliano, alle istituzioni sportive, culturali e accademiche israeliane complici e a tutte le aziende israeliane e internazionali coinvolte nelle violazioni dei diritti umani dei palestinesi.

D’altra parte il dissenso di Pax Christi è  sempre stato nei confronti delle azioni impunite degli Stati che si allontanano dal Diritto internazionale e violano palesemente le regole condivise.

Don Sacco si dice preoccupato ma non impaurito dal clima di repressione che si respira in Italia.

“Condividiamo le preoccupazioni di Amnesty International quando dice che con la scusa dell’antisemitismo si vuole reprimere ogni forma di dissenso verso le violazioni di Israele”.

Il movimento cattolico di Pax Christi nasce  nel 1954 per volontà di monsignor Montini della Segreteria di Stato Vaticana e nel 1973 prepara la III Assemblea Mondiale dei cristiani solidali con Vietnam, Laos e Cambogia.

Da lì in poi si è sempre schierato contro ogni guerra, il disarmo e per il rispetto della legge internazionale e per l’autodeterminazione dei popoli.

A proposito della creazione ufficiale di un Board of Peace per Gaza, e per altri contesti, formalizzato da Trump a Davos e allargato ad almeno 22 Paesi, compresi Ungheria e Argentina, don Sacco dice che “più  che un club privato, come è stato definito, appare un circolo mafioso, dove per di più tutto viene fatto alla luce del sole”.

Secondo don Renato parliamo di un club con “logiche da super ricchi”, dove per entrare bisogna pagare una cifra elevata e che avrebbe la pretesa di farsi “padrone del mondo”.

“Con stile mafioso si propone di essere il sostituto dell’Onu e questo dovrebbe sollevare una indignazione generale”, dice.

Per quanto riguarda il nostro Paese: “siamo complici – dice- e io mi auguro che l’Italia non entri in questo Board”.

Il sacerdote parla poi della necessità di seguire le indicazioni del Vangelo, che mai come in questo momento condurrebbero in direzione diametralmente opposta a quella seguita dalla comunità internazionale: ossia “soccorrere, stare dalla parte dei popoli, della pace, della giustizia”.

(da https://www.popoliemissione.it/don-sacco-sui-crimini-di-netanyahu-io-non-tacero-e-cosi-tutta-pax-christi/)

 


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