Continua il lungo percorso di mobilitazione dei dipendenti dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, con la FP Cgil in prima linea, percorso iniziato sin dal 2017 al fine di creare una moderna tutela di un lavoro sempre più in evoluzione, soprattutto nei fenomeni distorsivi, con la rivendicazione costante che l’Agenzia sia messa in grado di funzionare, con adeguate risorse fisse, tanto da permettere la creazione, all’interno, di varie specializzazioni professionali della tutela sul lavoro ed un sistema di banche dati e digitalizzazione completo. Ma soprattutto con l’intenzione di creare un unico interlocutore per lavoratori e imprese a fronte di una enorme dispersione di uomini e risorse suddivisi in una decina di enti diversi scollegati tra loro e che rispondono a logiche di indirizzo politico diverse se non divergenti.
La normativa istitutiva, infatti, non è mai stata emendata, prevedendo tuttora, il famoso “ costo zero”, ovvero nessun investimento in più a carico dello Stato per un’opera di razionalizzazione enorme a fronte della pregressa situazione di frammentazione dei controllori sul lavoro, con conseguente inefficienza e dispendio di risorse pubbliche.
L’ultimo episodio di questo iter di mobilitazione è avvenuto in data 25.11.2025, con presidi del personale INL di fronte a tutte le prefetture di Italia.
Proprio in data 25.11.2025, le delegazioni nazionali di FP CGIL – Uilfp- USB (le uniche sigle rimaste unite fino ad oggi nella lunga vertenza INL) sono state ricevute presso il Ministero del Lavoro; in quella occasione, la delegazione ministeriale ha, però, comunicato che da Gennaio 2026, dopo la legge di bilancio, verrà avviata la discussione per il possibile smantellamento dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, con conseguente rientro del personale all’interno del Ministero del Lavoro; ipotesi, peraltro, già proposta da questo governo nel 2023 e ritirata per il clamore mediatico che aveva suscitato.
È evidente che, come Fp Cgil, sul fronte esterno temiamo la perdita della necessaria autonomia delle funzioni di tutela del lavoro (ispettiva e amministrativa), a causa dell’evidente maggior assoggettamento all’esecutivo e, dunque, all’indirizzo politico di maggioranza e, su quello interno, la previsione di condizioni peggiorative per tutti i dipendenti dell’Agenzia.
La decisione di proporre nuovamente lo smantellamento l’INL sembra essere stata presa senza una valutazione “tecnica” delle conseguenze che potrebbe avere sulle lavoratrici ed i lavoratori italiani, nonché sulle imprese; la proposta sembra anche non considerare la normativa sovranazionale in materia, come la convenzione ILO 81. Piuttosto è emerso chiaramente che il bilancio dell’INL è in attivo di oltre 300 milioni di euro e che questo corposo importo verrebbe così fagocitato dal Ministero del Lavoro.
La notizia ha colpito anche i sindacati dei dirigenti INL che unitariamente, attraverso i propri sindacati, in data 28.11.2025, hanno inviato una richiesta di chiarimenti, non avendo avuto alcuna preventiva informazione, nonché una richiesta di incontro urgente alla Ministra sul futuro istituzionale di INL. Invece, i vertici dell’INL non sembrano aver avuto alcuna reazione.
Come rivendicato da anni, crediamo che basterebbe che INL, a livello normativo, fosse messo in grado di spendere le proprie risorse in bilancio per attrarre e consolidare il personale, sviluppare informatica e digitalizzazione, oltre a poter stipulare assicurazioni complete per i rischi connessi alla funzione, migliorare le condizioni economiche e normative del personale.
L’obbiettivo principale era, ed è, rendere efficace l’attività ispettiva, non solo per la tutela del diritto del lavoro e la necessaria repressione di reati commessi nei confronti dei lavoratori e della loro incolumità, ma anche per mettere a disposizione un organo pubblico efficiente in grado di incentivare la selezione tra imprese vere e quelle “inventate alla bisogna” da avventurieri privi di scrupoli; tra imprese che investono e creano ricchezza per il paese e quelle che la ricchezza del paese la depredano.
Un ente utile necessario per tutta la collettività e per il paese. Per i lavoratori e per le imprese.
E non vediamo come possa essere raggiunto senza investimenti tecnici e logistici, senza la cura dei propri dipendenti e senza l’autonomia di gestione. Ma soprattutto, senza la capacità di indirizzo dell’attività ispettiva.
Questa la è la nostra prospettiva e idea di gestione dell’attività pubblica e di come fare gli investimenti a differenza di chi pensa che nella sua nazione ci debbano essere magari più “generali” che “soldati”.
Infatti, al contrario di quanto auspicato, occorre considerare che con D.L. 159/2025 (c.d. decreto sicurezza) sono già state autorizzate 10 posizioni dirigenziali generali e 100 posizioni dirigenziali non generali proprio all’interno dell’INL, mentre per ‘ neutralità di bilancio ‘ sono state defalcate parte delle assunzioni del personale ispettivo e soppresse le assunzioni di personale amministrativo. Insomma, il Governo aumenta le posizioni dirigenziali di un ente che, nel frattempo, prevede di smantellare, mentre le assunzioni di personale operativo, da immettere o da consolidare, sembrano non interessare, nonostante la grave carenza di personale.
Il 2 dicembre è stata, quindi, indetta un’assemblea nazionale dei dipendenti dell’INL per discutere della situazione e delle prossime mosse; nello stesso giorno, Fp Cgil- Uilfp e USB hanno annunciato un flash-mob del personale dell’Ispettorato, davanti agli studi della RAI a Roma (Via Teulada), dalle ore 15 alle oer 16.30, per chiedere attenzione alla situazione dell’ente e per sollecitare un ripensamento del governo. Paradossalmente, proprio il 2 Dicembre, andrà in onda una fiction sulla RAI che racconterà proprio del lavoro svolto dagli Ispettori del Lavoro (“L’altro Ispettore”).
La vicenda dell’INL è l’esempio di come sia opportuna una coerenza al di là degli schieramenti politici, su beni costituzionali fondamentali come il lavoro ma è anche la storia di come i dipendenti di un ente possano essere protagonisti di una lotta per la tutela dei propri diritti e per la difesa dell’ente. La speranza è che con il proseguimento della mobilitazione INL, il governo riconsideri la sua decisione e che si possano trovare soluzioni che garantiscano la continuità e l’efficacia dell’INL, il quale pur con tutte le criticità evidenziate, ha conseguito ottimi risultati grazie alla professionalità e ai sacrifici delle sue lavoratrici e dei suoi lavoratori.
Micaela Cappellini
Ispettrice del Lavoro e Coordinatrice Fp Cgil Toscana all’interno INL
Francesco Dettori
Ispettore del Lavoro e Coordinatore Fp Cgil Sardegna all’interno INL
Claudio Petrelli
Ispettore del Lavoro e RSU Fp CGIL
