Monogamia: l’esclusività sessuale è davvero una misura dell’amore?

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Dopo un matrimonio giovanile con Alan, al quale si era sottratta senza dolore, più che altro, per preservare la propria autostima, Annie, fotografa promettente, si era imbattuta in Graham: “un omone barbuto, visibilmente carico di energia perfino da lontano, con i capelli ricci e spettinati. Era quasi sempre con altre persone: a parlare, ridere, gesticolare vigorosamente. Uno degli habitué, insomma, tre o quattro dei quali forse le erano già familiari. A volte nel vederlo provava invidia: per la sua vitalità, per quella che appariva come una naturale socievolezza, per il vero piacere che sembravano procurargli le persone che aveva intorno”.

Graham, scrittore mancato, era il titolare di una libreria di Cambridge, in Massachussets, dove lui ed Annie si erano conosciuti.  La libreria era rimasta sempre il fulcro della loro vita insieme fatta di libri, fotografie, reading, amici, cene e tanto altro.

Ma ecco che dopo trent’anni di vita trascorsa insieme, improvvisamente, un mattino, al risveglio, Annie troverà accanto a sé un corpo inerme, un “sacco vuoto”, dal quale lo spirito di Graham era già volato via a causa di un infarto silente che lo aveva colpito nella notte.

E ora “come avrebbe vissuto? Come diavolo avrebbe trascorso le giornate? Lui era stato così tanto al centro della sua vita, della loro vita insieme, tanto da diventare una vita sola”.

Lei e Graham avevano dato vita ad una famiglia allargata: intorno a loro, infatti, avevano sempre gravitato la loro figlia Sarah e il figlio di lui, Lucas – quest’ultimo frutto del primo matrimonio di Graham con Frieda, divenuta poi una cara amica di Annie. Il rapporto con i due figli era stato sempre aperto e fluido, garantendo ai ragazzi sicurezza, affetto e vicinanza. Insomma, un matrimonio felice pur nella pluralità degli affetti.

La dipartita di Graham segnerà una svolta nella vita di Anne. Lui, con quel suo spirito traboccante di vita ne aveva riempito le giornate e la sua stessa sopravvivenza veniva oramai messa in discussione. Ma al dolore della perdita si aggiungerà ben presto la scoperta di un tradimento che rimetterà in discussione tutto, compresa la percezione stessa del loro legame.

Con una narrazione carica di emozioni, Sue Miller – una delle più affermate scrittrici statunitensi – con il suo nuovo romanzo: “Monogamia” – in libreria con Fazi Editore nella collana “Le Strade” (382pp, 18,50 Euro), offre al lettore un personale punto di vista sulla monogamia e su quanto la sua concezione sia distante dall’amore vero. Un romanzo introspettivo che scandaglia gli stati d’animo dei vari personaggi, ciascuno portatore di sentimenti (amore e ira) e di differenti visioni, ed aspettative, della vita. La protagonista, Annie, è una donna colta e introversa cui fa da contraltare Graham, un uomo traboccante di vita incapace di accettare di deludere chicchessia e di non esserne amato; poi c’è Sarah, la loro figlia, ormai adulta, affermata professionalmente ma che da sempre fa i conti con il suo aspetto poco attraente;  e il primo figlio di Graham, Lucas, ormai padre, che nel rapporto con la sua piccola Claire porta con sé i nodi irrisolti del rapporto con sua madre Frieda, una donna sola, triste, che non ha mai smesso di amare Graham.

La narrazione della Miller – che ha impiegato 6 anni per portare a termine il romanzo – alterna presente e passato, perché anche la memoria può modificarsi alla luce dei diversi accadimenti e di emozioni contrastanti. Nell’incedere del libro l’autrice sembra quasi domandarsi lei stessa quale sia il senso della monogamia e quanto l’esclusività sessuale possa incidere sull’amore, sulla fiducia e sulla fedeltà stessa. La narrazione procede mostrando il matrimonio di Annie e Graham attraverso diversi angoli visuali – gli occhi di Sarah, Lucas, Frieda, John, il migliore amico di Graham – quasi si trattasse di diverse inquadrature di una stessa fotografia, a dimostrazione del fatto che non esiste una sola verità ma che ogni verità dipende da ciò che viene mostrato.

Un romanzo psicologico, profondo, coinvolgente, che scava nell’intimo, portando il lettore a interrogarsi sui medesimi quesiti e a fare i conti con aspettative, emozioni e debolezze.

Come lo ha definito “O, The Oprah Magazine”: Un romanzo sensuale e acuto. Con umorismo e umanità, Miller evita il luogo comune della storia sulla moglie tradita e crea invece un racconto rivelatore delle complessità – e delle assurdità – dell’amore, dell’infedeltà e del dolore”.


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