Nella sede di Fratelli d’Italia a Civitavecchia spunta la foto della Marcia su Roma del 1922 con Mussolini e i Quadrumviri. Il quadro — che raffigura il colpo di mano che diede il via al regime e all’annientamento della democrazia — si trova all’interno del circolo intitolata a Giorgio Almirante, parzialmente nascosto dietro una colonna per non dare nell’occhio ma ben visibile negli scatti pubblicati dai dirigenti locali sui canali social e sul sito del partito. Non è la prima volta che questa sede finisce nei guai. Già nel luglio del 2022, alla vigilia delle elezioni politiche, il circolo fu travolto da uno scandalo nazionale per la presenza della bandiera della Decima MAS e del ritratto di Junio Valerio Borghese. All’epoca Giorgia Meloni intervenne duramente, bollando i responsabili come “nostalgici da operetta” e “traditori della causa”. Eppure, a distanza di anni, la gestione del circolo è rimasta saldamente al suo posto e l’iconografia fascista continua a fare da arredamento. Tenere in sede l’immagine simbolo dell’eversione nera è apologia di fascismo bella e buona. E a questo punto le solite scuse di facciata non bastano più. Com’è possibile che Giorgia Meloni e i vertici del partito permettano che chi ha appeso quella foto stia ancora al suo posto? Se le condanne del passato non erano solo propaganda, c’è una sola cosa da fare: cacciare e azzerare subito i vertici di quel circolo. Perché tra le parole dette a Roma e i fatti nei circoli di provincia, la continuità con quel passato nostalgico non si è mai spezzata. Si è solo nascosta dietro la colonna.
