Da otto anni la giornalista peruviana Paola Ugaz è al centro di una campagna di intimidazioni e minacce a causa delle sue inchieste sull’organizzazione religiosa privata Sodalizio di vita cristiana.
Il lavoro giornalistico di Ugaz, spesso divulgato dalle colonne del quotidiano La República, ha rivelato una serie di episodi di corruzione e, soprattutto, di violenze psicologiche e sessuali a carico dell’organizzazione Fatti gravi e comprovati, tanto che nel gennaio 2025 papa Francesco l’ha sciolta, decisione confermata da papa Leone XIV che ha anche disposto l’apertura di un meccanismo cui presentare reclami e richieste di risarcimento.
L’accanimento nei confronti di Paola Ugaz, tuttavia, non è terminato. Ora la giornalista deve difendersi da una denuncia per diffamazione presentata dall’Associazione civile San Juan Bautista, in cui sono presi di mira una serie di articoli riguardanti le attività finanziarie e i beni posseduti dal Sodalizio di vita cristiana. Il gruppo querelante chiede un anno di carcere a meno che la giornalista non dichiari con urgenza che le informazioni che ha reso pubbliche erano false o non circostanziate.
