Di insegnanti come Christian Raimo ce n’è più che mai bisogno, specie in questa tristissima fase storica in cui il ministro della Pubblica istruzione (pardon, dell’Istruzione e del Merito) dichiara al Corriere della Sera di temere il “ritorno all’Alabama degli anni ’50”: non per il razzismo e la xenofobia dilaganti, per le leggi che prevedono tetti agli alunni “stranieri”, cioè italiani di seconda generazione, nelle classi, e per le discriminazioni di cui sempre più danno conto le cronache, però, ma per la presunta sostituzione etnica dei bianchi, ovviamente inesistente. Ecco, di fronte a tutto questo, il parere di un docente come Raimo, il suo sguardo ottimista sul futuro e la sua visione ampia e profonda della società costituiscono una boccata d’ossigeno.
Partendo da “Racconti di scuola”, l’antologia che ha recentemente curato per Einaudi, abbiamo dunque avuto una lunga chiacchierata con lui sullo stato dell’arte e ne siamo usciti sollevati: non tutto, forse, è perduto. La società, secondo Raimo, è ancora in grado di resistere alla deriva in atto, a cominciare proprio dalla scuola. Ci auguriamo di cuore che abbia ragione.
