Resa o distruzione. No, pace alle porte. I continui annunci contraddittori di Trump fanno mettere in dubbio, per alcuni, il suo equilibrio psicologico. Una rivista della destra americana, “The American Conservative”, invoca un intervento del vicepresidente Vance: “Dovrebbe invocare il 25º emendamento — scrive il direttore Scott McDonnel — destituire il presidente per manifesta incapacità di intendere e di volere, chiedere il voto dei due terzi del Congresso e assumere la guida del Paese”.
Ipotesi estrema e difficilmente praticabile. In realtà, l’apparente follia di Trump ha una bussola precisa: i guadagni, per gli imprenditori a lui fedeli e direttamente per sé e la sua famiglia. Pochi minuti prima del suo annuncio di “pace”, qualcuno, evidentemente ben informato, ha manovrato sulle borse, guadagnando in pochi minuti 500 milioni di dollari. E il blocco di Hormuz provoca lo strangolamento del mercato mondiale del gas, costringendo vari Paesi del mondo a rivolgersi a due grandi compagnie americane: Chemistry e Venture.
I titolari delle imprese sono due superfinanziatori della campagna elettorale di Trump che, in queste ore, grazie al blocco di Hormuz, stanno moltiplicando i propri profitti. Altro che incapace di intendere e di volere…
