Giornalismo sotto attacco in Italia

L’insulto alla memoria: a Napoli, il degrado sfigura il ricordo di Mario Paciolla

0 0

Alla battaglia per la verità e la giustizia, che non conosce tregua, si aggiunge ora l’amarezza di uno sfregio insensato. Per la famiglia di Mario Paciolla, il cooperante napoletano morto in circostanze ancora oscure in Colombia nel 2020, il dolore assume la forma di una doppia beffa. Non solo lo Stato non è ancora riuscito a fare piena luce sulla sua morte, archiviata frettolosamente come suicidio, ma la sua stessa città non riesce a proteggerne nemmeno il ricordo. Il murale e la targa commemorativa dedicati a Mario nel Parco dell’Erba, nel cuore del quartiere Vomero, sono stati vandalizzati. Scritte deliranti, tracciate con bombolette spray, hanno imbrattato il volto sorridente di Mario e la targa posta dal Comune di Napoli, che recita: “La libertà è un modo di essere: un uomo è libero se il suo spirito è libero. Io sono libero, e tu?”. Un insulto non solo a un simbolo, ma all’essenza stessa del messaggio che Mario rappresentava. L’episodio, tuttavia, non può essere liquidato come un semplice atto di teppismo isolato. Non emerge una pista politica; emerge qualcosa di forse più desolante: l’indifferenza. Il gesto è il sintomo più virulento di un degrado ambientale e sociale che attanaglia l’intera area verde. Il parco, che dovrebbe essere un luogo di aggregazione e memoria, versa in uno stato di profondo abbandono, con rifiuti sparsi e una generale mancanza di cura. Il vandalismo, quindi, non è un’anomalia, ma la conseguenza quasi naturale di un vuoto di sorveglianza e di rispetto civico. Quel parco non era un luogo qualsiasi. Era il “campo” di Mario. Lì, dove oggi sorge anche il Kobe Park, un giovane Mario Paciolla giocava a basket, lo sport che amava. La scelta di quel luogo per il murale, realizzato dall’artista Luca Carnevale su iniziativa del “Comitato Giustizia per Mario Paciolla”, aveva un significato profondo, radicato nella sua biografia e nel cuore della sua comunità. “Siamo molto dispiaciuti”, confessa la madre, Anna Motta. “Questo era il primo murale realizzato per Mario, in un luogo dove giocava, aveva per noi un significato forte. È grave che sia stata presa di mira anche la targa, che spiega alle nuove generazioni chi era Mario”. Le sue parole non esprimono solo dolore, ma anche una lucida e amara consapevolezza. La famiglia vuole far restaurare l’opera, ma la domanda che si pone è un atto d’accusa verso l’amministrazione: “Ci chiediamo chi vigilerà, perché come è stato vandalizzato ora potrà succedere in futuro”. Il parco, un tempo animato da un comitato cittadino, è ora terra di nessuno, con i cancelli aperti di notte all’incuria. Mentre la Municipalità V, con la presidente Clementina Cozzolino e l’assessora Fabiana Felicità, ha richiesto un intervento di pulizia alla Napoli Servizi, la soluzione appare come un palliativo temporaneo. La pulizia della targa non laverà via l’offesa, né risolverà il problema di fondo di un’area lasciata a sé stessa. Questo sfregio locale si inserisce tragicamente nella lotta globale che i genitori Anna e Pino portano avanti da sei anni. Una battaglia instancabile che li ha visti appellarsi di recente ai colleghi di Mario della missione ONU in Colombia, affinché rompano il silenzio sugli ultimi, concitati cinque giorni di vita del figlio, quando si sentiva in pericolo e cercava disperatamente di tornare in Italia. L’immagine di quel volto imbrattato al Vomero diventa così una potente, dolorosa metafora: un simbolo della memoria di un uomo che cercava la verità in un contesto pericoloso, profanata dall’incuria e dal degrado nella sua stessa casa. La pulizia del murale è necessaria, ma la vera sfida sarà colmare quel vuoto di attenzione e rispetto che ha permesso a questo insulto di accadere.


Iscriviti alla Newsletter di Articolo21

Articolo21
Panoramica privacy

Questo sito Web utilizza i cookie in modo che possiamo fornirti la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni sui cookie sono memorizzate nel tuo browser ed eseguono funzioni come riconoscerti quando ritorni sul nostro sito Web e aiutare il nostro team a capire quali sezioni del sito Web trovi più interessanti e utili.

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.