Articolo 21 condivide le preoccupazioni dei lavoratori e delle lavoratrici RAI sul futuro della storica sede di Via Verdi a Torino inserita in un piano di dimissioni.
Una prospettiva che tanto più ci allarma perché matura in un contesto di continua mortificazione del servizio pubblico radiotelevisivo, di progressiva neutralizzazione degli organismi istituzionali che dovrebbero agire a garanzia della qualità dello stesso come la Commissione parlamentare di vigilanza RAI e la Autorità Garante delle Comunicazioni, che troppo poco ha fatto a presidio della par condicio durante il referendum costituzionale. Un contesto caratterizzato anche dalla totale inadempienza di Governo e maggioranza rispetto agli obblighi derivanti dall’approvazione da parte della Unione Europea del Media Freedom Act, che impone agli stati membri di provvedere nella direzione della tutela delle fonti, dell’autonomia del servizio pubblico, del contrasto alle querele intimidatorie, della limitazione alla concentrazioni editoriali, della mitigazione della insopportabile precarizzazione della professione giornalistica. La democrazia vive di magistrature indipendenti e di stampa libera: l’indipendenza della magistratura è stata difesa con successo dagli assalti del Governo di Giorgia Meloni, grazie ad una straordinaria mobilitazione popolare e segnatamente giovanile, è ora che analoga mobilitazione cresca a tutela della libertà di informazione e del servizio pubblico radiotelevisivo .
