Il NO vince sul SI. Il centro-sinistra vince sul centro-destra. Un risultato che dà al referendum un valore esclusivamente politico.
Gli italiani alla prima occasione hanno NO al Governo Meloni, non sulla separazione delle carriere o sui due CSM, non più in generale sulla riforma della giustizia Nordio ma sulla presa in giro delle accise, sulla mancanza di interventi contro la violenza nelle grandi città, sulla bocciatura del salario minimo, sui tagli lineari alle regioni che a caduta hanno colpito la Sanità, contro l’emendamento Bongiorno che ha modificato il reato di violenza sessuale sulle donne passando dal modello del consenso a quello del dissenso.
La realtà è che Giorgia Meloni ha perso il polso del Paese, troppo impegnata a inseguire e piacere a Trump. L’intervista da Fedez con lei, la presidente del Consiglio, che mette la X sul SI in una copia della scheda elettorale è stato un atto indecente per chi dovrebbe rappresentare tutti gli italiani, che neanche Berlusconi avrebbe fatto. Gli italiani hanno risposto bocciando la presidente Meloni che da quattro anni parla alla pancia dimenticando testa e cuore, se pensa veramente, come ha dichiarato dopo la sconfitta: “Rispettiamo il popolo sovrano”. Bene! Dovrà trarne le opportune conseguenze.
Il voto ha dato alcune indicazioni importanti alla politica: gli italiani, quando è in gioco la Costituzione, si schierano sempre a sua difesa e l’altra è un messaggio ai partiti di centro-sinistra, soprattutto alla segretaria del PD Elly Schlein a cui andrebbe riconosciuto un importante lavoro di ricucitura del campo largo, che senza società civile non si va da nessuna parte.
Per questo risultato buona parte del merito andrebbe riconosciuto alla società civile che ha macinato chilometri su e giù per l’Italia, riempiendo le piazza e portando soprattutto i giovani ad impegnarsi nelle scuole, nelle università, riportando la bandiera della pace nelle piazze. Una cosa è certa: la democrazia non è guarita ma sta meglio e il premierato rimarrà un sogno nelle notti di Giorgia.
