É una cosa rara vedere una sala piena di giovani sotto i trent’anni che dedicano il venerdì sera alla Costituzione. É successo ieri in via Baltea a Torino dove Acmos ed insieme alla dottoressa Giulia Locati, giudice di Corte d’Appello di Torino e componente del Comitato nazionale Giusto dire NO, hanno dato appuntamento per discutere della riforma Nordio/Meloni della magistratura.
Giulia Locati ha raccontato di come fin dal 1944 una delle prime preoccupazioni del governo provvisorio di transizione post fascista fu quella di togliere il Pubblico Ministero dalle dipendenze del Ministero della Giustizia. Democrazia repubblicana e costituzionale insomma hanno bisogno tanto di giustizia sociale (il ‘pane’ che mancava a tanti nell’immediato dopoguerra) quanto di limiti e controlli all’esercizio del potere esecutivo.
Invece, come ho poi sottolineato a mia volta, le politiche in Italia come nel resto dell’Occidente, delle destre nazionaliste che prendono il potere vanno nella direzione di eliminare progressivamente i controlli ed i limiti posti al potere esecutivo. Ne sono prove l’attacco alla indipendenza della magistratura ordinaria con la riforma Nordio, lo svuotamento dei poteri della Corte dei Conti, l’indebolimento della capacità interdittiva di Anac, il progetto di riforma della legge elettorale che consegnerebbe a chi vince una maggioranza tale da assicurarsi la possibilità di condizionare in modo spropositato la composizione della Corte Costituzionale e del primo magistrato d’Italia, cioè il Presidente della Repubblica.
A quel punto non resta che colpire la stampa libera, che è precisamente ciò che il Governo sta facendo ignorando il Media Freedom Act, controllando la Rai, imbavagliando voci scomode come Report, alimentando nuove e vecchie infauste concentrazioni di potere editoriale. Dire NO alla riforma Nordio/Meloni é il primo passo di una resistenza civile che dovrà necessariamente continuare, affrontando una volta per tutte la questione del conflitto di interessi generato dalla insopportabile sovrapposizione di potere finanziario, mass mediatico e politico/istituzionale.

