Silenzio, oscurità, censura non sono riusciti a bloccare il raggiungimento delle cinquecento mila firme sotto il referendum oppositivo alla controriforma della giustizia che, giustamente, il ministro Nordio ha definito una delle buone idee di Licio Gelli, il capo della loggia che ha ospitato anche Silvio Berlusconi.
Eppure si tratta di un evento di assoluta rilevanza politica e mediatica.
A promuoverlo 15 “cittadini innocenti”, per usare la loro definizione hanno promosso il quesito per ostacolare il tentativo del governo di imporre modi e metodi.
Non solo hanno raggiunto il quorum, smentendo editoriali e previsioni, ma hanno costretto il governo ad uscire allo scoperto, a fissare la data in modo autoritario e improbabile, ma hanno perso la testa cominciando a inveire e a minacciare, costringendo gli stessi media a dover dare la notizia della raccolta firme.
Quello che sembrava impossibile si è realizzato. Ora continuiamo a firmare e aderiamo ai comitati per il No.
La campagna nazionale di Articolo 21 è iniziata ieri a Gubbio, ora seguiranno Udine, Città della Pieve, Torino, Bologna, Cagliari,
Insieme per la costituzione, dobbiamo fermarli subito, prima che procedano con i nuovi bavagli, il ddl sicurezza bis, la legge elettore e il superamento della Costituzione antifascista.
