Chiedo scusa per essere ancora una volta ad assillarvi con la mia presenza. Torno a chiedere aiuto a tutti voi perché mio figlio Alberto Trentini è ancora in prigione in Venezuela senza alcuna colpa. Io non posso restare immobile di fronte a tanta ingiustizia! le notizie che arrivano dai prigionieri del carcere Rodeo 1, dove è richiuso da 13 mesi nostro figlio sono insopportabili. Confido nell’operato del mio Governo, ma dopo così tanto tempo penso ci sia la necessità di adottare un altro approccio, forse più diplomatico, con il Governo del Presidente Maduro e l’azione per essere efficace non può che essere condotta in sinergia con tutti gli attori in campo, noi compresi. Non accetto più che mi si dica che prima o poi Alberto tornerà a casa. Mi domando ogni giorno: come tornerà Alberto dopo essere stato rinchiuso tutti questi mesi in una cella di due metri per due, senza poter fare nessuna delle cose che amava: leggere, ascoltare musica, passeggiare, comunicare con i suoi affetti, aiutare il prossimo?
Sappiamo dai racconti di chi è stato liberato che Alberto è molti dimagrito, provato nella salute e nella psiche. Ogni ora in più di prigionia lascia ferite difficilmente sanabili. Abbiamo aspettative sull’operato dell’osservatore Onu, ma non avendo certezze ho bisogno dell’aiuto di tutti gli italiani e di tutti coloro che vogliono la liberazione di Alberto. Ci aspettiamo dal nostro governo una qualche rassicurazione sul loro impegno perché dobbiamo sapere, come cittadini, che i nostri governanti stanno facendo il necessario e anche l’impossibile per liberare al più presto Alberto e abbiamo bisogni di conoscere le strategie poste in atto e di vedere finalmente, dopo 410 giorni di ingiustificabile prigionia, dei risultati.
Voglio aggiungere un grazie al Presidente Mattarella che ha espresso vicinanza alla mia famiglia e si è unito alla richiesta di liberazione di Alberto. A noi quella telefonata ha regalato un po’ di speranza.
Ora chiediamo a gran voce che con il 2025 finisca la prigionia di Alberto e che con il novo anno arrivi la sua liberazione.
(firmato Armanda Colusso Trentini)
