Trapani, la Giornata dedicata dalla Chiesa al mondo della comunicazione. Mons. Fragnelli: “Custodire e coltivare”
Il Vescovo di Trapani, mons. Pietro Maria Fragnelli, ancora una volta sabato scorso, incontrando i giornalisti in occasione della ricorrenza del patrono, San Francesco di Sales, ha mostrato con le sue parole di essere un attento custode della tessera dell’Ordine dei Giornalisti che tiene gelosamente tra i suoi documenti. Ha parlato da collega ad altri colleghi che sono dibattuti tra momenti critici, specifici che riguardano il mondo dell’editoria e dell’informazione, e talvolta indotti a sfuggire al racconto di una quotidianità carica di guai. Per fortuna c’è chi rimanda al mittente questi insulsi desideri che vanno contro l’articolo 21 della Costituzione. Mons. Fragnelli fa parte di quella generazione di sacerdoti che tengono il Vangelo in una mano e la Costituzione Italiana nell’altra. E’ arrivato da lui, quindi non solo come Uomo di Chiesa ma anche come giornalista, la spinta a ritrovare, rinnovandole, la speranza e l’entusiasmo, per mettere a fuoco motivazioni e impegno etico. Fare memoria di storie e vicende: il contributo dei giornalisti, che deve essere garantito ad un territorio difficile, deve essere mirato a “custodire voci e volti umani”.
Mons. Fragnelli ha voluto offrire ai giornalisti una citazione del poeta Davide Rondoni riferita al giudice Rosario Livatino: “testimoniando il vostro impegno di voler valorizzare il dono che avete ricevuto per farvi vicini agli altri con la vostra professione voi non vi rendete solo credibili ma, con tutte le difficoltà del contesto, anche incredibili!”.
Un momento di riflessione e di dialogo aperto che ha legato il termine “custodire” a quello di “coltivare” le relazioni per umanizzare il mondo dell’informazione nell’attuale complesso ecosistema digitale in cui l’intelligenza artificiale sta realizzando una vera e propria rivoluzione. Restare umani e non disumanizzarci, niente parole manipolate.
Facendo riferimento al saggio dei sociologi Magatti e Giaccardi il vescovo ha posto l’attenzione sulla necessità di riscoprire una “politica dello spirito” nel lavoro dell’informazione “perché oggi l’uomo rischia di regredire a «macchina celibe»: un Io isolato, sempre alla ricerca di risultati performanti anche falsi, privo di legami forti e incapace di riconoscere fino in fondo l’altro con la sua verità”.
La sollecitazione rivolta al mondo dell’informazione è stata mirata: sfuggire alle ciniche e sfrontate manipolazioni della realtà, che servono solo a diffondere odio sociale, logorando il vincolo di solidarietà su cui si basa la nostra convivenza civile.
E’ seguito un racconto-testimonianza stimolato dal Vescovo Fragnelli con la proposta di condividere su una bacheca comune articoli o pezzi realizzati in questi anni espressione dell’impegno di ciascun giornalista a “custodire voci e volti umani” con gli interventi di diversi colleghi, Restivo, Torrente, Bannino, Conforti, Fulco. Una informazione che deve combattere, con la penna, chi soffia sul fuoco della paura e della rabbia sociale. Né è emerso un resoconto non solo interessante e intergenerazionale ma anche vibrante di entusiasmo e desiderio di dare voce agli invisibili e alle vicende che valgono come i “cercatori d’oro”, per usare un’espressione di Papa Francesco senza dimenticare la concretezza della difficile situazione in cui versa l’informazione locale come ha tenuto a sottolineare Mariza D’Anna della segreteria provinciale di Assostampa.
L’incontro si è svolto presso l’antica ed austera chiesa di Sant’Agostino, ed è stata occasione per far conoscere l’allestimento della mostra “Fantasiose Bizzarrie” curata de Lina Novara e Lucia Florio. All’incontro era presente anche il vescovo di Conversano-Monopoli Giuseppe Favale a Trapani in questi giorni insieme al vicario generale della Diocesi pugliese.
