Nel corso dell’iniziativa che si è tenuta ad Assisi a sostegno della liberazione di Alberto Trentini, la mamma, Armanda Colusso, ha letto la lettera rivolta al Papa, che riportiamo di seguito.
Santo Padre, mi rivolgo a lei e mi scuso per rubare parte del Suo tempo prezioso
Sono la mamma di Alberto Trentini, di Venezia, un ragazzo che da sempre si è occupato dei più deboli nei vari Paesi del mondo (Ecuador, Perù, Nepal, Etiopia e Colombia) e di questo suo impegno ha fatto una professione. Di questo noi genitori siamo sempre stati orgogliosi. Nell’ultima esperienza di lavoro, a ottobre scorso, era in Venezuela con la Ong Humanity e Inclusion e il 15 novembre 2024, mentre si recava in missione a Guasdualito è stato fermato e trattenuto. Sappiamo che è rinchiuso in una struttura di detenzione a Caracas, senza che gli siano state contestate formali accuse e da allora abbiamo potuto sentirlo due volte ma nessuno è riuscito a vederlo. Sono ormai nove mesi e noi siamo disperati per l’esasperante lentezza delle trattative. E’ il nostro unico figlio ed è la ragione della nostra vita. Pensiamo che ogni giorno in più in carcere mini il suo equilibrio fisico e psichico. E questo pensiero ci atterrisce. A casa abbiamo una situazione difficile: mio marito, il papà di Alberto, malato da tempo, si dispera perché ha paura di non riuscire a vederlo tornare a casa libero. Noi fin dall’inizio siamo supportati dalla nostra avvocata, Alessandra Ballerini di Genova, ed è suo tramite che abbiamo osato scrivere a Lei. Il nostro Governo ha avviato con tanta fatica le trattative per arrivare alla liberazione di Alberto. Ci sono persone che ci aiutano con discrezione. Ci siamo avvalsi della stampa, della televisione ed abbiamo messo in atto ogni sorta di eventi e manifestazioni a Venezia e nella nostra parrocchia. Abbiamo anche promosso un digiuno a staffetta al quale hanno aderito centinaia di persone e tra queste anche il Patriarca di Venezia e don Luigi Ciotti. Ora santo Padre affidiamo a Lei il compito più difficile: che le Sue preghiere e la Sua mediazione arrivino al cuore di chi lo ha imprigionato.
(firmato Armanda Colusso Trentini)
Nella foto l’iniziativa di oggi ad Assisi
