E’ della scorsa settimana l’annuncio della preparazione di una nuova missione da parte della Global Sumud Flotilla.
Partiranno in primavera da 100 Paesi per rispondere alla chiamata arrivata dai palestinesi che si trovano a Gaza.
Comprenderà oltre 100 imbarcazioni e più di 3.000 partecipanti provenienti da oltre 100 Paesi – più del doppio rispetto alla missione precedente – e sarà dunque la più grande azione marittima civile coordinata per la Palestina mai realizzata.
La missione intende portare cibo, alimenti per i bambini, medicine, oggettistica per la scuola.
“Saranno schierate persone disarmate per lavorare al fianco delle comunità palestinesi, contribuendo a scoraggiare la violenza, a documentare le violazioni e a rafforzare i meccanismi locali di protezione e responsabilità”, si legge sul profilo social della Flotilla.
“La Flotilla porterà un team specializzato di insegnanti, di operatori sanitari” e di tutto ciò che serve per accompagnare i palestinesi attraverso le prime fasi della ricostruzione delle infrastrutture civili.
“La Flotilla – si legge ancora – aiuta a denunciare e affrontare la complicità internazionale che consente il blocco illegale, il genocidio, l’occupazione di Israele, mobilitando la società civile in azioni coordinate per chiedere conto ai governi e alle istituzioni che sostengono queste violazioni. I governi e le istituzioni internazionali hanno rivendicato la responsabilità di proteggere i civili e di far rispettare il diritto internazionale. In Gaza quei mandati sono falliti in modo catastrofico. Questa missione nasce da quel fallimento”.
