In sala dal 22 gennaio con Vision Distribution un piccolo gioiello: una commedia brillante che affronta con leggerezza i nodi cruciali del nostro tempo facendo ridere, riflettere e battere il cuore.
Dimenticate il titolo rassicurante e da vecchio proverbio: Due cuori e due capanne è una scossa elettrica lanciata nel cuore della commedia italiana. Presentato ad Alice nella Città 2025 e in arrivo nelle sale il 22 gennaio, l’ultimo lavoro di Massimiliano Bruno è un piccolo gioiello di satira sociale che scavalca i cliché del genere sentimentale per affondare i denti nei nervi scoperti del nostro tempo: patriarcato, individualismo e nuove identità di genere.
Tutto nasce da un incontro/scontro tra due fuoriclasse: Claudia Pandolfi ed Edoardo Leo. Lei è Alessandra, una prof di lettere libertina, ‘fricchettona’ e allergica ai legami, che ha appena incassato il fallimento dell’ennesima fecondazione assistita. Lui è Valerio, un preside rigido, basico, cresciuto a pane e sciovinismo, convinto di essere sterile. Tra i due esplode una passione carnale, irruenta e senza domande, consumata nel silenzio dei rispettivi vissuti. Ma il destino ha il senso dell’umorismo: non solo lei si ritrova a insegnare nel liceo di cui lui è il dirigente, ma accade l’impossibile. Alessandra rimane incinta.
Qui la commedia romantica deraglia felicemente verso lo scontro tra universi inconciliabili. Quando la distanza tra i due esplode, non è solo una lite di coppia: è la collisione tra un maschile arroccato su antiche posizioni di privilegio e un femminile consapevole e battagliero. Se il Valerio di Edoardo Leo riesce nell’impresa di rendere ‘umano’ e persino simpatico un maschio alfa cinico, la Alessandra di Claudia Pandolfi è una forza della natura, riflessiva e fiera nelle sue fragilità.
Sullo sfondo non c’è una scenografia muta, ma un liceo vibrante e autentico. Tra le battaglie dei ragazzi, il dramma del revenge porn e le difficoltà di un’educazione sentimentale ancora tutta da scrivere, Massimiliano Bruno ci ricorda che il futuro non deve per forza essere il riflesso sbiadito delle nostre tradizioni.
Certo, a tratti la contrapposizione tra i due sfiora lo stereotipo, ma la scrittura è brillante e il cuore batte forte. Due cuori e due capanne non è solo un film che fa ridere; è un invito a fare un passo indietro, a smantellare le proprie certezze granitiche e a dare finalmente fiducia a una nuova forma di libertà. Un’opera deliziosa, amara quanto basta, ma profondamente necessaria.
