La Sicilia si dimostra ancora crocevia del Mediterraneo e delle infine sue culture. Come diceva il geografo Verdnasky: “Possiamo cambiare la storia, non la geografia”. La Sicilia è destinata ad essere luogo di incontro tra i popoli. L’unica proposta pervenuta in fase di concertazione del Piano Urbanistico Generale è stata quella della Piazza delle Tre Culture. Un luogo di pace dove trovano posto una Sinagoga, una Chiesa e una Moschea, di fronte ai tre rispettivi istituti di cultura, uniti da una Banbinopoli, sul mare ad Oriente, da dove sono giunte le religioni, e i popoli europei.
Nella proposta per “Catania Capitale della Cultura 2028”, questo progetto potrebbe diventare l’elemento vincente per raggiungere l’obiettivo della candidatura di Catania. Perché oggi è il momento più indicato per parlare di pace, creando un luogo dove l’incontro tra le diverse culture sia la base della sua funzione. Nulla di simile nel mondo intero, un’idea che darebbe alla città di Catania una rilevanza mondiale, per come previsto anche dalle normative europee e dell’agenda ONU 2030. Un progetto per “costruire” la Pace, per cambiare la Storia, partendo dalla Geografia.
