Consiglio non richiesto agli avversari della Meloni: evitare di definirla come cortigiana, cheerleader e in altri modi irrispettosi. Infatti, queste espressioni sono sontuose vie di fuga per la Premier, che le consentono di nascondere le sue contraddizioni e i suoi errori. Ci si attacca subito, ci urla sopra in modalità Vox, si dispera per l’affronto: tutto anabolizzante per gonfiarla come una culturista del vittimismo.
Meglio pizzicarla sulle sue incoerenze, tipo la sua allergia per le domande della stampa. Ogni volta che fiuta il rischio di un confronto con i giornalisti – come nella presentazione dell’ultima manovra – Giorgia frusciante esce dal gruppo. Presidente Meloni, per me lei non è né cortigiana, né cheerleader, ma ha paura di confrontarsi sui fatti, con chi li conosce. Risponda a questo giudizio senza urlare (se può).
